Lunedì, 1 Marzo 2021
Ibis Redibis

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A cura di Elisa Piras

Babbo Natale ci odiava tutti

Da piccola ero convinta che Babbo Natale ci odiasse tutti, solo per un giorno, perché ogni bambino del mondo lo costringeva a fare un viaggio in slitta dai Paesi Nordici, con addosso quella tuta folkloristica che gli andava più attillata del body di Catwoman. Dopo tanto vagare doveva scendere da un caminetto con quel grosso pancione (anche il sedere non era da meno), ed immaginavo  che ogni volta si incastrasse nel comignolo e scendesse sporco di fuliggine, un peccato per la sua barba bianchissima. E se qualche scellerato lasciava il caminetto acceso? Ce l’aveva l’assicurazione sulla vita o era immortale? Quando era dentro le case era sempre incazzato, perchè fare ancora quella vita a quell’età non doveva essere facile. Lui era l’unico uomo vecchio sulla Terra a non essere ancora andato in pensione, anche se lavorava pesantemente solo una volta all’anno, due considerando il viaggio e i vari fusi orari del mondo. Per farmi odiare un po’ meno degli altri, gli lasciavo sempre un piatto di biscotti, anche se sapevo che li doveva mangiare velocemente perchè aveva i minuti contati.

La mattina del 25, ancor prima dei regali sotto l’albero, mi accertavo che il piatto fosse vuoto: era la prova tangibile che lui esisteva davvero. Metodicamente dalla sera del 24 dicembre, cominciavo a guardare dentro il caminetto anche se mi ripetevano che lui non sarebbe sceso finché stavo a fissare e contare i minuti.  Per me Babbo Natale ci odiava tutti perchè qualche malizioso pensava fosse Comunista, invece era Democristiano.  Lui non mangiava i bambini ma gli portava solo dei regali, dal Congo all’Inghilterra, dalla Cina alla California…Non dimenticava mai nessuno, sopportando stoicamente la stanchezza del Jet-lag. Ci odiava anche perchè qualche anziano lo confondeva con 'Gesù bambino': come poteva un bambino in fasce guidare una slitta? Ce l’aveva la patente?

Poi con gli anni cominciavo a chiedermi come potesse entrare nelle case senza un camino e perchè non prestasse la slitta a sua moglie (La befana), costringendola a viaggiare da sola con la scopa. Pensavo che bisticciassero spesso perchè a Babbo Natale non piacevano le sue verruche e le sottolineava che i bambini volessero più bene a lui che a lei…Insomma cosette per cui ora si potrebbe chiedere il divorzio senza ‘Passare dal Via’. Il mondo si sgretolò definitivamente quando una mattina aprì un armadio e ci trovai nascosti i giochi presenti anche nella Lettera, che gli facevo recapitare sempre con largo anticipo (nel caso non riuscisse a fabbricarli in tempo o non li trovasse nei negozi). Da lì in poi fu una disfatta, ora non credo più neanche ai corrieri di Zalando.

Ogni Natale mi capita di ripensare a come era quel tempo, con gli occhi di bambina.  Riaffiora brevemente la sensazione di attesa, del credere fortemente in qualcosa nonostante tutto, non sentirsi mai inadeguati ma sempre parte di un mondo fantastico, un incanto di anni leggeri. Credevo pure che ognuno potesse avere svariate vite e scegliere da subito il proprio destino: "Al prossimo giro se sarò maschio - mi ripetevo - voglio essere Babbo Natale perché anche se è nato vecchio viaggia sempre. Quando si arrabbia con qualcuno se ne dimentica e poi gli porta regali. Lui può odiare tutti, ma nessuno lo odia".

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