Martedì, 19 Gennaio 2021
Ibis Redibis

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A cura di Elisa Piras

Una storia americana e una storia triste: Andy Warhol, la morte e il gabbiano

Una storia triste: ieri a Pisa c'è stata la presentazione della mostra di Andy Warhol, poco prima di entrare a Palazzo Blu però, qualcosa ha DSC_0051-3turbato il mio solito entusiasmo. Sento un battito d'ali pesante che rassomiglia quasi a un richiamo di guerra, mi giro e vedo un gabbiano volare basso, troppo basso. Non mi convince. Dopo un paio di secondi capisco che sta inseguendo una piccola colomba che, stremata, si butta in Arno. Il gabbiano comincia a beccarla e la manda sott'acqua, lei si dimena e cerca di difendersi ma lui, il pennuto bastardo, comincia a spingerla giù, sempre più in fondo. La colomba è al limite, prende fiato, ma il gabbiano è palesemente più forte. Assisto alla scena incredula con l'obiettivo della macchina. Zoomo. Non riesco ad andarmene. Zoomo di nuovo. Alla fine la colomba annega e il gabbiano comincia a mangiarle un'ala, spennandola con soddisfazione. È tardi e devo entrare, ma ho ancora un senso di orrore e ingiustizia, in piena fase ho assistito impotente alla "Legge del più forte". È vero che piccioni e colombe non mi sono mai piaciuti, ma vederli morire seviziati e mangiati da un gabbiano, mi è sembrato un po' troppo come Legge del Contrappasso.

"Una storia americana" invece è il titolo della mostra su Andy Warhol, l'artista delle serigrafie Pop Mostra Andy Warhol 9-2più conosciuto al mondo. Nella vetrina di Palazzo Blu, Warhol viene mostrato in modo diverso e mai banale, mescolando il suo lato più conosciuto con quello intimo e fragile: un uomo di successo tormentato dalle sue nevrosi ma anche un lucido narratore dei lati oscuri della società. 230 opere provenienti dall'Andy Warhol Museum di Pittsburgh e da numerose collezioni private americane ed europee. La famiglia di Warhol era originaria della Slovacchia ma si trasferì a Pittsburgh, dove il padre faceva il minatore. Lui fu allevato dalla mamma Julia, una bravissima grafica molto religiosa con la quale visse fino alla morte. Con il tempo seguì le orme delle madre diventando un grafico pubblicitario di successo, fotografo reporter e produttore di ritratti ricercati che lo fecero conoscere al mondo come il grande Warhol: un artista rude e quasi cinico, pieno di contraddizioni come la sua America, raffigurata con graffiante originalità e realismo nelle sue opere. Gli Stati Uniti interpretati da Warhol sono democratici e violenti, liberali e bigotti, sono dei Kennedy, della guerra in Vietnam, di Martin Luther King e Marilyn Monroe, dello Star System e del consumismo più sfrenato che caratterizzò il Boom economico degli anni '60.

I personaggi immortalati nelle opere sono volti della storia del cinema, della fantasia e della politica, persone che in qualche modo hanno cambiato il mondo, diventando delle icone: da Mao ai miti della Disney e Babbo Natale, è tutto un scintillare di colori elettrici e quasi violenti in cui si perdono i confini tra l'astratto e il reale.  Si può dire che Warhol abbia rivoluzionato il linguaggio artistico della seconda metà del Novecento, soprattutto perchè mostra lo sguardo con cui molte persone vedono e fagocitano il mondo che le circonda. La mostra si chiude con una delle sue geniali trovate artistiche, della carta da parati decorata con teste di mucca. Prima di uscire sulla parete sinistra, una frase racchiude tutta l'inquietudine scalpitante del suo ego artistico, attratto e ossessionato dalla morte: "Non ho capito perchè, quando si muore, non si svanisce e basta...", come quel piccione in fondo all’Arno mangiato da un gabbiano.

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