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Martedì, 27 Febbraio 2024
Le affinità elettive

Le affinità elettive

A cura di Annalisa Terranova

I compiti per le vacanze

Non c’è solo la discussa riforma della scuola tra i temi del dibattito estivo. Tiene banco, come ogni anno, anche la questione dei compiti per le vacanze.

Sono sempre più numerosi i genitori che si ribellano a questo diktat e che trovano ingiusto sottoporre i ragazzi a ulteriori ore di studio. Personalmente, trovo che abbiano ragione. E non tanto perché anche gli studenti hanno diritto al riposo ma perché il periodo estivo, che in genere si trascorre con i familiari o è occasione di un viaggio e di nuove conoscenze, è già di per sé una fase che incoraggia la maturazione individuale. Si deve lasciare ai genitori la gestione di uno spazio in cui la scuola è chiusa e in cui le relazioni familiari giustamente prendono il sopravvento sostituendo il rapporto discente-docente. 

In alternativa, gli insegnanti potrebbero tentare la strada del compito “creativo”. Non le canoniche letture, i tradizionali esercizi, i noiosi ripassi. No. Bisognerebbe pensare a qualcosa di più stimolante, e forse di più utile. Bisognerebbe pensare che fare i compiti a casa può equivalere ad un’esperienza e non solo ad un lavoro intellettuale. Il grande etologo Konrad Lorenz raccontava nel suo Gli otto peccati capitali della nostra civiltà che un giorno passeggiando in un bosco con sua moglie la coppia si imbatté in un giovane che ascoltava musica con le cuffie. La moglie se ne stupì: come fa a preferire musica rock rispetto al canto degli uccelli? Ecco, un’esperienza come “compito delle vacanze” potrebbe essere passeggiare in un bosco senza controllare il cellulare ogni dieci secondi. Tentando di apprezzare i suoni estranei al paesaggio urbano. Magari anche solo per un quarto d’ora. Perché non provare?

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