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Happy Bike. Pedalando verso la felicità

Che cos'è una bicicletta? È un mezzo di trasporto, sì, ma è anche molto di più: è "la possibilità di rendere la città più umana e più bella", perché "una città che promuove la bicicletta è una città felice". Lo dice Alfredo Bellini, autore del libro "Happy Bike. Pedalando verso la felicità", che sarà presentato stasera a Roma al Beat di via di Montesacro.

Fondatore del blog BiciZen, Bellini ha scritto un piccolo libro sull'utilizzo della bicicletta come mezzo rivoluzionario per cambiare la nostra vita, a partire dalle città in cui viviamo. Una riflessione attenta sul rapporto tra persona e città, tra individualità e collettività. Chi va in bicicletta è più felice, dice Bellini, e chi vive in una città a misura di bikers è più felice. E non è un caso che le città più dichiaratamente felici sono quelle in cui si è lavorato negli anni per liberare le strade della automobili. È emblematico il caso di Bogotà, che ha investito nella mobilità ciclistica, scoraggiando progressivamente l'uso dell'auto come mezzo di trasporto urbano e diventando in breve una realtà all'avanguardia. Ma ci sono anche Siviglia, Copenaghen, Portland.

 Liberando le strade dalle macchine, si fa piazza pulita anche della "road rage", quel misto di nervosismo, stress e tensione che attanaglia chi è costretto a passare gran parte della propria vita chiuso nell'abitacolo di un'auto, bloccata in coda in mezzo al traffico, il proverbiale "Signor Volante" citato da Bellini. Pedalando, invece, si ha la possibilità di vivere con lentezza, osservando la città con occhi nuovi, "senza l'urgenza del dover essere, del dover fare", dice Bellini, riscoprendo il contatto con le persone, in strade e piazze finalmente veri punti di aggregazione, sicuri per tutti.

Il libro è diviso idealmente in tre parti. La prima parte analizza la situazione attuale della mobilità in Italia e nel resto del mondo, soffermandosi sulle conseguenze del modello urbano "auto-centrico", prevalente nel nostro paese, e puntando l'attenzione sui meccanismi psicologici che entrano  in gioco a seconda delle varie abitudini di spostamento. La seconda parte di "Happy Bike" spiega perché davvero si può "pedalare verso la felicità" e perché la bicicletta è davvero strumento di felicità e trasformazione urbana e come il suo uso influisca sulla salute, l'economia, l'autonomia e la sicurezza. La parte finale del libro è focalizzata sulla bicicletta come strumento di cambiamento interiore, per uno stile di vita più rilassato. Infine, il libro contiene alcune strategie di sopravvivenza per pedalare felici e in sicurezza. 

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*** Nel caso vi servisse un incoraggiamento per comprare "Happy Bike. Pedalando verso la felicità", vi ricordo che il libro è edito da Marotta&Cafiero, casa editrice indipendente "open access" che si occupa di narrativa sociale e di impegno, gestita totalmente da giovani di Scampia. Qui c'è tutta la loro storia. 

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«Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo» diceva Gianni Rodari Anche nei momenti più difficili, i libri sono la nostra bussola: ci aiutano a leggere il mondo che ci circonda e capire dove stiamo andando.

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