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Sabato, 10 Dicembre 2022
Leggere il mondo

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A cura di Chiara Cecchini

Chiude un libreria e c’è chi telefona per dire: “Ve lo meritate, vendevate testi LGBT”

L’Italia del 2018 è anche quella in cui una persona prende il telefono per chiamare una libreria che ha appena annunciato di essere costretta a chiudere non per lasciare un messaggio di solidarietà e sostegno ma per dire di essere contento che quella saracinesca si abbassi per sempre perché… vendevano libri LGBT

Succede a Firenze, dove la libreria Clichy, collegata all’omonima casa editrice, ha annunciato qualche giorno fa l’imminente chiusura. 

Tra le tante telefonate ricevute di affetto e stima, in libreria è arrivata anche questa, raccontata in un post su Facebook:

- Libreria Clichy, buonasera
-Buonasera, è vero che chiudete la libreria?
- Purtroppo sì.
- Fate sconti?
- Dai primi di luglio faremo la svendita con sconti
- Avete dei libri LGBT?
- Si, ma al momento non è rimasto moltissimo.
- Ma li avete avuti?
- Sì certo.
- Bene allora sono proprio contento che chiudiate, ve lo meritate!

Sotto gli hashtag #noneunoscherzo, #assurdo #fermiamolaviolenza

«Quando ho ricevuto quella chiamata sono rimasta sorpresa - racconta al telefono la libraia Silvia - Questo signore, che non si è voluto qualificare, è uno dei tanti che la pensano in questo modo ma che anziché scriverlo su internet ha pensato di chiamare direttamente». 

Un gesto che si commenta da sé - e sul quale la stessa Silvia non vuole spendere molte parole, ricordando invece le tante testimonianze positive ricevute - ma che nel suo “piccolo” dice qualcosa del Paese che stiamo diventando.

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