Mercoledì, 25 Novembre 2020
LibeRIscatti

LibeRIscatti

A cura di Action Aid

Essere attivista. Il racconto di Laura

Laura ha 26 anni e vive a Roma. È una dei tanti giovani impegnati con ActionAid come attivisti sul territorio.

“Sono entrata nel mondo degli attivisti di ActionAid grazie alla Summer School 2019 (un appuntamento estivo organizzato da ActionAid per gli under30 – ndr). Un giorno, scorrendo la home di Facebook, ho trovato un inserto che pubblicizzava questa esperienza e dopo dieci giorni sono partita senza conoscere nessuno, catapultata in una realtà che poi ho scoperto essere fonte di una profonda autoriflessione. Il confronto con gli organizzatori, con i miei coetanei ma anche con ragazzi più giovani, e provenienti da ogni parte del mondo, ha infuso in me una grande voglia di mettermi in gioco, di attivarmi”.  

Oggi Laura fa parte della redazione di Radio Kivuli, “un progetto che permette a noi attivisti di inserirci nel dibattito pubblico portando una modalità di approfondimento alle questioni che si discosta da quella a cui siamo abituati nella comunicazione mainstream. Soprattutto, la piattaforma ci permette di dimostrare che noi giovani siamo informati, siamo interessati a ciò che ci circonda e che sta anche al di fuori dei confini nazionali; riflettiamo e discutiamo sui temi sociali e ci poniamo in una posizione critica e costruttiva di fronte a determinate dinamiche politico-economiche”. 

Laura, insieme a Carlo e Federico, si occupa della rubrica “Oltre il confine”, che si propone di affrontare diversi temi di attualità comparando paesi ed esperienze differenti. “Nella puntata dedicata alla regolarizzazione dei migranti il nostro obiettivo è stato quello di rivendicare una regolarizzazione che vada al di là della logica del profitto e della convenienza economica e che diventi invece una questione di dignità lavorativa, di uguale lavoro uguale salario e di giustizia sociale che non riguarda i braccianti solo perché 'immigrati' ma in quanto 'lavoratori'.  Speriamo di esserci riusciti”. 

Radio Kivuli, che in lingua swahili significa rifugio, vuole essere un punto di riferimento per quanti desiderano ritrovare un senso di comunità, anche a distanza ed è ascoltabile online su www.spreaker.com/user/radiokivuli 

Quando le chiediamo se ha notato degli effetti della pandemia Laura, che ha una lunga esperienza nel mondo del volontariato, ci elenca diverse problematiche, dalla violenza contro le donne al diritto allo studio per i bambini. Si sofferma poi sull’incremento della povertà, che tocca con mano nelle attività di assistenza alimentare a fianco dell’associazione “Nonna Roma” e della Croce Rossa.

“Le famiglie già economicamente fragili si sono ritrovate prive di qualsiasi entrata economica senza più riuscire ad accedere ai beni di prima necessità. Anche quelle che precedentemente godevano di uno tenore di vita dignitoso hanno accusato il blocco delle loro attività, il licenziamento, la cassa integrazione o il dimezzamento dello stipendio. Ho constatato un tragico ampliamento della vulnerabilità sociale ma anche un parallelo aumento della partecipazione alle iniziative di solidarietà sul territorio. Anche se so che probabilmente la mia è una prospettiva decisamente ottimistica, spero che questa sia l’onda giusta da cavalcare per pretendere e farsi attivi per superare, anche solo di un anello della catena, un sistema profondamente iniquo che questa emergenza ha messo in luce”. 

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