Domenica, 24 Ottobre 2021
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A cura di Action Aid

Meno spreconi e più attenti alla salute: così cambiano gli italiani dopo la crisi

Crisi economica, qualità del prodotto, attenzione alla propria salute e all’ambiente: sono questi alcuni dei fattori che influenzano gli italiani nelle loro scelte di consumo. E’ quanto emerge dall’indagine “Verso l’Expo: gli italiani e gli sprechi alimentari, a casa e nelle mense scolastiche” condotta da Ipsos per ActionAid, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione e del rilancio di Operazione Fame, campagna attraverso la quale l’organizzazione vuole sensibilizzare il pubblico sul problema delle disparità di accesso al cibo in Italia e nel mondo.

La crisi economica che affligge il nostro Paese da 5 anni ha avuto un impatto molto significativo sugli atteggiamenti e sui comportamenti di acquisto e di consumo per oltre la metà degli italiani (51%). In particolare, è la Toscana la regione nella quale il maggior numero di cittadini (77%)  ha dichiarato di aver tagliato gli sprechi alimentari a causa della crisi, seguita dalla Calabria con un 69% e dalla Campania (61%).

Tuttavia, gli italiani sembrano aver cambiato il proprio paradigma dei consumi anche per maggiore sensibilità e consapevolezza nei confronti di questa tematica. Il 64% ha infatti dichiarato di aver ridotto gli sprechi a causa della sensazione di disagio e fastidio che il gettare via alimenti in eccesso gli procurava, con picchi del 76% in Lombardia, 75% in Veneto e 70% in Piemonte. Altro elemento importante che ha spinto il 29% degli italiani a ridurre gli sprechi è il pensiero di quelle persone che non hanno di che alimentarsi, con la Calabria (46%), le Marche (34%) e l’Emilia Romagna (33%), regioni in cui questa sensibilità appare più spiccata.

Gli italiani dichiarano quindi di aver acquisito nuove consapevolezze, con il 54% che afferma di aver sensibilmente diminuito gli alimenti che, rispetto a due anni fa, finiscono in pattumiera senza essere consumati, in particolare nel Lazio (65%), in Calabria (61%) e in Campania (59%). Attenzione alla salute (73%), all’ambiente (14%) e agli impatti che i propri consumi possono avere sul resto del mondo (9%), spingono sempre più gli italiani a tenere in considerazione provenienza e qualità del cibo che acquistano.

Il 50% guarda all’origine italiana del prodotto, prediligendo quindi la filiera corta, e alla stagionalità (48%). Un italiano su 2 preferisce, inoltre, rifornirsi presso piccoli produttori locali e a “km 0”, in particolare in Calabria (63%), Puglia ( 55%) e Sicilia (54%), ma oltre alla qualità, anche il costo ha il suo peso specifico nelle scelte degli italiani, i quali selezionano i prodotti alimentari soprattutto in presenza di una promozione (29%) o di un prezzo più basso rispetto ad altri cibi (24%).

Più si va avanti con l’età e più si diventa attenti a non buttare via cibo: è interessante notare come nella fascia 55-65 anni, lo spreco di alimenti scaduti o andati a male non capita quasi mai per oltre la metà del campione (56%), dato che si dimezza per la fascia 25-34 (27%), tra i quali il 6% butta cibi deteriorati o scaduti tutti i giorni, a fronte della metà sprecata dai 55-65enni.

I genitori italiani, invece, puntano il dito contro le mense scolastiche, luoghi nei quali lo spreco sembra farla da padrone e dove vengono serviti circa 2 milioni di pasti al giorno. Pur non esistendo dati nazionali a tal proposito, secondo alcune rilevazioni, circa il 10% dei pasti serviti sono eccedenze, delle quali l’85% è totalmente sprecato:

È dai bambini che frequentano le mense che può partire il vero cambiamento. Parliamo di un comparto attorno al quale ruotano 10 milioni di persone, tra addetti ai lavori, insegnanti, studenti e personale non docente. I figli del 91% del campione intervistato. Un bacino enorme che rappresenta 1/6 della Nazione e che può farsi davvero promotore e partecipe di consumi alimentari sostenibili, attraverso l’adozione di comportamenti individuali e collettivi virtuosi” conclude Marco De Ponte “Per questo ActionAid ha deciso di intervenire nella realtà scolastica, promuovendo con forza e a tutti i livelli la lotta agli sprechi, e coinvolgendo alunni, insegnanti e genitori in attività di formazione su stili alimentari rispettosi della propria salute e delle risorse disponibili

Come l’iniziativa Io Mangio Giusto, con la quale ActionAid si è posta l’ambizioso obiettivo di garantire, entro il 2015, che 15mila bambini possano avere accesso ad una mensa “più giusta” e almeno 40mila, insieme alle loro famiglie, possano capire l’importanza di una dieta sostenibile.

I bambini sono dunque parte attiva negli interventi e nelle iniziative di sensibilizzazione di ActionAid, che da tempo si occupa della tematica cibo e sprechi nelle scuole attraverso giochi e laboratori. Anche quest’anno, attraverso la campagna Operazione Fame, in occasione della Giornata  Mondiale dell’Alimentazione l’Organizzazione è entrata nelle mense scolastiche di decine di istituti italiani, promuovendo una serie di iniziative ed eventi che hanno avuto, come protagonista il simbolo della campagna, un cucchiaio bucato, per trasmettere il messaggio che , per combattere la fame ci vogliono , invece, gli strumenti giusti.

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