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Lunedì, 24 Giugno 2024
Lo sfasciacarrozze

Lo sfasciacarrozze

A cura di Diego Giorgi

Renzi e la fine dei profeti

Cosa cambia con Renzi alla guida del Pd? Intanto cambia la sinistra italiana. Radicalmente. Il Partito comunista prima della caduta del Muro di Berlino. In mezzo la svolta della Bolognina di Occhetto, l’Ulivo targato Prodi-Veltroni, i Ds e il Pd. Ed infine la terza mutazione, quella a cui ha dato volto e fiato il sindaco di Firenze. Chiamatela rottamazione, ricambio generazionale, storicizzazione dei fenomeni sociali e politici.

Chiamatela come volete, ma prima di dare nomi e cognomi non si può prescindere da un dato storico: la sinistra italiana, prima comunista, poi progressista-socialdemocratica, ha sotterrato la bandiera rossa. Intendiamoci, il grosso della sinistra, la sepoltura l'ha cominciata diversi anni fa. La dialettica tra giustizia e libertà non poteva reggere la prova della contemporaneità. La Scuola di Francoforte lo capì in tempi non sospetti, quando il Sol dell’Avvenire splendeva, allora, imperturbabile.

Nel secolo che ha definitivamente storicizzato la Chiesa romana, la generazione dei D’Alema, dei Bersani, è stata stritolata da chi, in definitiva, gli ha fatto capire che quella stagione era finita. Da chi ha puntato sul concetto del fare giusto, più che all'assioma della giustizia. Di chi gli ha detto: “E’ più di sinistra privatizzare i trasporti e fare, quindi, asili nido, o mantenere in piedi quegli stessi carrozzoni che impediscono ai Comuni di investire nella scuola dell'infanzia?”. L’eterodossia rossa gli avrebbe voluto rispondere, e gli continua a rispondere, entrambi: asili nido pubblici e trasporto pubblico. Solo che poi, negli anni, così non è stato fatto. E la logica si è trasformato in bugia.

E' la pratica politica di sinistra ad aver tradito la sinistra stessa. E’ così che è arrivato ‘Matteo’. E così che si è imposta la logica del fare. L’80% delle persone che hanno preso parte alle primarie (sommando i voti di Renzi con quelli di Civati) hanno mandato a casa un'intera classe dirigente. E non è dipeso solamente dalla forza mediatica del sindaco. Qui, un pezzo di nomenclatura elettorale, di quella pancia dura e pura, ha consegnato a Renzi il futuro del Paese. Attenzione, non della sinistra ma del Paese. E’ questo il punto: Renzi è l’uomo Paese, non è l’uomo della nuova profezia della sinistra. Un non profeta che ha stravinto nell’era che ha chiuso con i profeti. Che non crede più nei profeti.

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