Lunedì, 14 Giugno 2021
Città conquistatrice

Opinioni

Città conquistatrice

A cura di Fabrizio Bottini

L'architettura e i destini dell'universo

Foto F. Bottini

Leggo online una vibrata e circostanziata protesta perché la commissione giudicatrice di un concorso di architettura scarseggerebbe di commissari competenti in materia. E dissento su tutto il fronte, parola per parola, salvo il fatto innegabile che si: siamo online. Andiamo per ordine, a partire dal fatto del concorso di architettura che in realtà non ha nulla a che vedere con ciò che potrebbe evocare il termine, ovvero una contesa sostanzialmente estetica, dove si confrontano idee di bellezza scultorea, da contemplare dentro e fuori, pur usandole per le funzioni decise dal bando. E neppure, a ben vedere, nemmeno una gara di funzionalità, praticità, risposta ad esigenze concrete, che si danno assolutamente per scontate in partenza, il solo essere ammessi a partecipare al concorso dipende dal garantire a prescindere quegli aspetti, che quindi non entrano affatto nella gara, se non come eventuale variabile del tutto secondaria, accessoria.

Ad essere sottoposta a concorso è una trasformazione urbana, il cui ruolo (che pure in realtà, l'ho già detto, comprende anche quegli aspetti estetico-funzionali «da architetti») va infinitamente oltre l'architettura, e riguarda il ruolo nel contesto più ampio da confermare, rafforzare, o cambiare totalmente; un ruolo che va ben oltre il puro spazio e la sua organizzazione fisica interna ed esterna, ma coinvolge o può coinvolgere importanti aspetti socioeconomici, o di rapporto coi flussi di mobilità; infine c'è un aspetto del «progetto» di cui al massimo gli aspetti architettonici possono rappresentare un sintomo. Perché i concorsi riguardanti le trasformazioni urbane riguardano spesso, se non quasi sempre, nodi chiave dello spazio cittadino e di relazione, la cui efficienza, funzionalità, qualità estetica, interazioni col contesto, comunque ricomposte in equilibri variabili, tutte dipendono da un aspetto solo: il fatto di tradursi effettivamente in realtà tangibile, e di farlo secondo modi pianificati, prevedibili, gestibili, controllabili. E ciò dipende da fattori praticamente privi di alcun rapporto col progetto spaziale e le sue forme discorsive e narrative, e che hanno invece a che vedere con altri aspetti.

Per esempio la solidità finanziaria e organizzativa del soggetto proponente quella specifica trasformazione, l'esperienza comprovata nel gestire casi analoghi, la sua articolazione tipologica e nel tempo. E poi anche il modo in cui tutta questa variegata competenza si applica specificamente al caso in questione, la macchina attuativa o programma messo in campo, il ruolo di soggetti esterni e il peso che queste variabili (di fatto un campo lasciato del tutto forzosamente aperto da qualsiasi concorso) possono essere comunque ricondotte nel mainstream delineato. Quanto può pesare tutta questa serie di fondamentali variabili nel determinare la qualità, il punteggio di una proposta di trasformazione urbana? Il 100% perché il concorso arriva alla fine di un lungo periodo di degrado e occasioni perdute, quindi rappresenta un'emergenza assoluta? Il 50% perché si ritiene elevata la capacità del progetto spaziale, complesso e certamente non riducibile a qualche poetico rendering, di far emergere anche la solidità organizzativa del programma? Qualcosa di intermedio? Ovviamente dipende dai casi. È comunque certo che sovraccaricare di responsabilità la qualità intrinseca del progetto architettonico-urbanistico fisico in una trasformazione urbana, ovvero richiedere che quel giudizio e quelle competenze giudicanti costituiscano l'ago della bilancia, rischia di apparire per così dire «antistorico». Perché la storia, recente e meno recente, ci racconta di una vera e propria montagna di piani e progetti più o meno «traditi» (per usare un termine caro ai progettisti). Ovvero, per dirla in termini più prosaici, che non avevano gambe per camminare, né la capacità di trovarsene da soli.

La Città Conquistatrice - Riqualificazione urbana 

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