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Martedì, 4 Ottobre 2022
Città conquistatrice

Opinioni

Città conquistatrice

A cura di Fabrizio Bottini

Commercio flussi e vitalità

Dal punto di vista della vitalità urbana, qualunque battagliai conservazionista sulle reti commerciali tradizionali, che si tratti di alimentari a gestione familiare, cinema di quartiere, librerie indipendenti e simili, ha la medesima consistenza delle lotte dei mulattieri nella valle delle rapide dell'Adda in epoca rinascimentale. Quando gruppetti di commandos contadini approfittavano del favore delle tenebre per scendere dal terrazzamento le pendici boscose, e anticipando le strategie di certo nostro movimento no-ferrovia distruggevano i cantieri di prospezione messi su da Messer Leonardo, per studiare un sistema di chiuse a scavalcare quelle rapide, nel frattempo immortalate (bisogna pur passare i momenti morti) negli sfondi della Vergine delle Rocce. Forse anche per paura di nuovi assalti protoluddisti del genere, per l'effettiva realizzazione di quel sistema di chiuse si dovettero aspettare un paio di secoli abbondanti, durante i quali le innovazioni tecnologiche avevano complessivamente reso fallimentare quell'investimento infrastrutturale: di lì a poco per far arrivare carichi di merci dal Pedemonte Orobico solcato da quella valle, alla pianura dove si trovava il mercato di Milano, sarebbe arrivato il Cavallo d'Acciaio della ferrovia, altro che mulattieri o chiatte trascinate dall'alzaia.

Ovviamente massimo rispetto personale per quei sabotatori di cantieri che «difendevano il pane di famiglia» da quello scienziato pazzo barbuto, così come oggi non si può non pensare ai difensori delle librerie, delle salumerie, dei cinemini parrocchiali dove sempre meno persone riversano soldi in consumi. Ma che c'entra la vitalità? Nulla, appunto. Per lo meno considerata inscindibile da quelle attività condotte in quel modo, le quali vive lo sono finché ne esprimono di propria, attirando traffico, persone, interesse. Non certo perché resistono alla «concorrenza sleale» della semplice innovazione che non hanno saputo o voluto gestire efficacemente da soli. Oggi il fenomeno più impattante su questa vera o presunta vitalità è lo spostamento o come si suol dire «smaterializzazione» di alcuni passaggi, che prima generavano movimento di persone merci servizi.

La vita sta dentro gli smartphone e la rete, e compito del nuovo virtuoso luddismo è quello di risucchiarla fuori, mantenendo invece vive le modalità tradizionali? Non pare che sia servito gran che il processo analogo che doveva mantenere lo status quo a fronte della concorrenza della grande distribuzione organizzata, specie nella sua forma di centro commerciale suburbano a gestione centralizzata. In quali se moltissimo hanno cambiato direttamente o indirettamente il modus operandi degli esercizi di strada o piazza urbani (e l'economia dei loro gestori e frequentatori), pochissimo hanno sottratto o influenzato in termini di vitalità urbana, per lo meno non nel senso negativo e degradante di cui si parla di solito. Forse, se questo degrado c'è stato, lo si deve proprio all'interpretazione conservatrice dei fenomeni, che non ne ha saputo cogliere appieno le potenzialità. Si tratta di non ripetere i medesimi errori con la smaterializzazione odierna del commercio online, che di vitalità ne potrebbe indurre invece parecchia: non è forse a suo modo vitalità quella delle consegne a domicilio? Ma si tratta di una vitalità «ingovernabile» e per questo con risvolti negativi di vario genere, che non riguardano solo i poveracci in bicicletta con uno zainetto in spalla pieno di pizze, o sui furgoni caracollanti da una sosta vietata all'altra. Le discussioni tecniche-economiche degli operatori sul tema «ultimo miglio» a quanto pare abbondano, perché pare assente l'iniziativa pubblica e collettiva? Vogliamo perdere altro tempo difendendo senza speranza qualche nuovo fossile commerciale già condannato dalla storia? E soprattutto vogliamo condannare con lui anche la vitalità urbana aspettando che il solito «mercato» ne faccia emergere qualcuna di suo gradimento?

La Città Conquistatrice – Logistica

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