Martedì, 27 Ottobre 2020
Città conquistatrice

Città conquistatrice

A cura di Fabrizio Bottini

foto di Fabrizio Bottini

Cosa fa emergere l'emergenza Covid-19?

Alcune considerazioni pubblicate in questi ultimi giorni dalla storica testata The Ecologist, elaborate congiuntamente e sulla base di riferimenti sistematici pregressi da tre studiosi di diverse università e di diverse branche delle scienze politico-ambientali, provano a delineare l'uscita dal tunnel dell'emergenza pandemia globale. Lo fanno sostanzialmente secondo i due scenari alternativi del «ritorno alla normalità» come auspica la cultura sinora dominante neoliberale, contro un ripensamento più collaborativo, comunitario, in cui spicca l'interventismo governativo ai vari livelli statale, internazionale, locale e anche pubblico-privato. Il concetto è quello della cosiddetta Governance, ovvero della partecipazione di molti diversi soggetti con ruoli e poteri differenti, ma convergenti verso un progetto di massima comune. Implicitamente focalizzato su obiettivi che al pari della pandemia ne condividono i caratteri di emergenza anche se non riconosciuta in quanto tale proprio dal dominante pensiero neoliberale e dai suoi esegeti: la rapida riduzione delle emissioni che provocano l'innalzamento delle temperature medie del pianeta, e la riduzione di biodiversità per sfruttamento di risorse naturali e urbanizzazione.

Questo processo di cooperazione o Governance che si è dimostrato così efficace e diffusamente condiviso per tante azioni tese ad arginare il contagio del Coronavirus, e in cui tanti sono tornati a guardare con sostanziale fiducia alle istituzioni e alla comunità, potrebbe per così dire prolungarsi nel governo della ripresa focalizzato su quei due obiettivi di massima. Proprio la ripresa a regime delle attività, chiuse d'imperio o fortemente impedite per crisi economica, di mercato, del lavoro, sarebbe oggetto di intervento pubblico col sostegno della collettività (per esempio con consumi più consapevoli), in ogni ambito proporzionalmente al suo collegarsi ad emissioni e biodiversità. Industria, agricoltura, finanza, energia, trasporti, grandi politiche di sviluppo e infrastrutturazione, ricerca, a loro volta articolate per aree geografiche e sotto-tematiche, tutti ambiti che come noto da tempo nel dibattito ambientalista (si pensi all'ultimo legato ai Fridays for Future animati da Greta Thunberg) sono componenti chiave di una diversa strategia di sviluppo mondiale per contenere il riscaldamento e limitare la perdita di biodiversità in modo organico e coordinato, dalla grande scala planetaria a quella degli stili di vita individuali. Coinvolgendo aspetti in genere poco collegati dall'opinione pubblica come la qualità dell'urbanizzazione, lo slum e il problema della casa, l'accaparramento di terreni per produzioni agroindustriali estensive legate ai vari cicli di consumo, alimentare e non.

Per fare un esempio tangibile di Governance locale del processo di ripresa economica con obiettivi climatico-ambientali ci viene in aiuto una curiosa singolare notizia di un effetto inatteso dell'emergenza pandemia a New York: il traffico ciclistico è improvvisamente aumentato del 50% nei tipici percorsi casa lavoro dei ponti che collegano la sponda di Manhattan attraverso l'East River a Brooklyn e Queens. Perché semplicemente incoraggiati dal crollo del traffico automobilistico da chiusura di attività e telelavoro, tanti pendolari hanno ascoltato l'invito del Sindaco Bill de Blasio a non rischiare il contagio ammucchiandosi su metropolitane e bus. Tutta gente poco abituata a usare le due ruote a pedali, e che di solito teme di avventurarsi in città su vie pericolose e senza piste dedicate sicure, e che potrebbe riappendere la bici al chiodo quando con il «ritorno della normalità» tornasse a crescere l'insicurezza stradale. Immediatamente mobilitate le associazioni e i gruppi di settore, per chiedere al Comune di rilanciare approfittando del momento quei grandi programmi di infrastrutture per la mobilità dolce di cui si favoleggia sin dalla sindacatura Bloomberg con l'assessora presenzialista Janette Sadik-Khan, oggi migrata a fare la consulente del Comune di Milano per alcuni progetti partecipati di trasformazione. Ecco un esempio, quindi di «ripresa a mercato governato», per quanto locale, nel segno della Governance trasversale, per contenere emissioni da traffico favorendo la mobilità non veicolare, e coinvolgendo sia l'amministrazione cittadina, sia quella statale, i consumatori, le imprese, senza l'ideologia del massimo profitto ad ogni costo, anche quello dell'incolumità. Chissà come andrà a finire.

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La Città Conquistatrice – Covid-19 

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