Sabato, 17 Aprile 2021
Città conquistatrice

Città conquistatrice

A cura di Fabrizio Bottini

Questione urbana sostenibilità inclusione

Doughnut Economy. Immagine di Kate Raworth-Oxfam

In un editoriale dedicato al nuovo segretario proclamato del Partito Democratico molta parte della crisi che ha attraversato e ancora attraversato il principale raggruppamento del centrosinistra italiano viene attribuita all'assenza di un chiaro orientamento ambientale. Tra i sintomi più chiari e vistosi di questa voragine culturale e programmatica i fatto che il Sindaco di Milano (più volte indicato come figura guida dentro lo stesso partito pur non essendo formalmente iscritto) abbia recentemente dichiarato di aver aderito al progetto Verdi Europei. Considerando che il futuro delle città, la mobilità sostenibile, tutto ciò che riguarda cambiamento climatico e trasformazioni connesse, mettono il territorio urbano al centro della transizione ecologica. E qualunque forza politica vagamente progressista dovrebbe avere ben chiaro come intende porsi nei confronti delle città e dello sviluppo sostenibile.

Molto interessante da questo punto di vista l'esperimento politico-amministrativo-economico-ambientale piuttosto radicale in corso ad Amsterdam, che secondo alcuni propone addirittura una sorta di uscita dal capitalismo, proprio là dove il capitalismo finanziario contemporaneo ha una delle sue riconosciute radici con la fondazione nel XVII secolo delle prime scaturigini di una Borsa Valori.

La teoria su cui si basano queste innovative politiche urbane non ha però nulla in comune con quelle a cui ci hanno abituato quando si parla di grandi città occidentali, dalla innovazione sociale creativa più o meno giovanile di Richard Florida, alle visioni spazio-tecnologiche di qualche archistar robustamente innestate su dati sociologici o economici. Si tratta invece della cosiddetta Doughnut Economics sviluppata originariamente nell'ambito di Oxfam dalla studiosa britannica Kate Raworth, cresciuta e articolata in pubblicazioni ed esperienze sino a diventare un vero e proprio movimento. Secondo questa teoria della ciambella è impossibile affrontare le sfide attuali di un intero pianeta sull'orlo del tracollo climatico ragionando in termini tradizionali di crescita. Invece di pensare sempre che tutto andrà bene quando cresce il prodotto in terno lordo, dovremmo pensare a ricondurre tutta la nostra esistenza e attività «né troppo dentro né troppo fuori». Garantire buona qualità della vita a tutti senza superare un limite di carico: oggi nei paesi ricchi si supera quel limite, mentre in quelli poveri non si raggiunge il minimo di qualità della vita. L'esperimento di Amsterdam è quello di ricondurre tutti i propri quasi novecentomila abitanti entro quei limiti della «ciambella», vivendo bene senza pesare troppo sul pianeta. L'esplodere dell'emergenza Covid ha aggiunto urgenza.

L'organizzazione urbana offre un'ottima occasione per sperimentare in ambiente ricco e complesso i principi sostenibili ed equi della teoria ad esempio adottando seriamente e organicamente i criteri dell'economia circolare in strategie trasversali che coinvolgono settori e soggetti diversi. Dove ridurre le quantità di materiali, favorire il riuso e il riciclo, significa meno consumi e sprechi, cambiare il mondo delle costruzioni e della produzione industriale, quello dell'alimentazione, dell'agricoltura dell'alimentazione e così via. Ma anche agire in sinergia con la tutela del territorio, dell'ambiente, del verde, ridurre l'esclusione sociale e l'emarginazione, favorire integrazione e convivenza, elevare il tenore di vita medio. Abbastanza facile intuire quali settori pubblici e attori privati si vengono a coinvolgere attivamente, dal comparto della casa al mercato del lavoro, o collateralmente delle tecnologie dell'informazione, e degli stessi servizi comunali stravolti e riorganizzati attorno alla ciambella del modello. Resta aperta la domanda: anche in caso di riuscita, vale un modello urbano per l'intero pianeta? Parrebbe di si, se come ci dicono le organizzazioni internazionali da decenni la Terra sta diventando una sola grande città, certo diversa da come l'abbiamo conosciuta sinora.

Riferimenti: Ciara Nugent, Amsterdam Is Embracing a Radical New Economic Theory to Help Save the Environment. Could It Also Replace Capitalism? Time magazine, 1 febbraio 2021

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