Domenica, 7 Marzo 2021
Città conquistatrice

Città conquistatrice

A cura di Fabrizio Bottini

Il comunicatore urbano sa cosa comunica?

Foto Comune di Milano / Google Earth

Spesso nell'era del social e del consenso ricercato e stimolato attraverso quel canale, si sottolinea il ruolo squilibrato della comunicazione politica rispetto alla sostanza. Ovvero la quasi evaporazione di ciò che si fa e/o si afferma di fare rispetto a come lo si afferma, con quale efficacia comunicativa e risultati. Come in un curriculum dove è importantissimo elencare i convegni a cui si è partecipato ma irrilevante la qualità di quella partecipazione, così sembra più cruciale la quantità dei contatti, commenti, condivisioni, più dell'informazione in sé, ovvero quanto quei contatti abbiano capito il merito della comunicazione. Sospetto confermato anche dal genere di professionalità ricercato e preferito là dove si decide che il decisore non è in grado di far da sé e deve affidarsi ad altri: comunicatori puri senza alcun riguardo al cosa comunicare e a chi comunicare. Almeno così sembrerebbe da alcuni segnali di assoluta rilevanza del metodo e invece irrilevanza del merito, con effetti a dir poco contraddittori. Provo a fare un piccolo esempio assai tangibile, che però potrebbe valere per cose assai più complesse. Si tratta di un post firmato dal Sindaco di Milano Sala, non saprei neppure come scritto e concepito e da chi, comparso sul suo profilo Facebook e poi ripreso pari pari da Assessori e altri.

La scelta è quella di un testo completo di media lunghezza, anziché poniamo di uno slogan manifesto brevissimo e/o di una introduzione-rinvio a testi più lunghi, quindi dichiaratamente l'oggetto del contendere si intende tutto lì, per quanto in forma sintetica e schematica. Stavolta è un piano del verde, nuovi parchi da istituire, restaurare, ripristinare, bonificare, piantumare, ritagliare là dove ci potrebbero essere ma ancora non ci sono. Insomma qualcosa di piuttosto grande, complesso, che merita di certo una sintesi ma anche un rinvio a qualcosa di più dettagliato. Sostituito qui, scelta comunicativa precisa, da un elenco toponomastico e da una (enorme come succede su Facebook) immagine di copertina. Ovviamente l'elenco dei luoghi evoca nel lettore ciò che già conosce e così inizia a conoscere anche nella prospettiva della trasformazione decisa dal comunicatore, e dovrebbe bastare forse a un rinvio ad altre fonti o riflessioni. Parziale, ma coerente: i contenuti stavolta sono diciamo così delegati direttamente a chi legge anziché esposti da chi scrive e decide. Mentre con quella enorme immagine salta però all'occhio l'inadeguatezza: è palesemente falsa e fuorviante, e per incompetenza di chi l'ha frettolosamente scelta senza rendersi conto della sciocchezza.

Certo non lo si capisce consapevolmente subito, diciamo che lo intuisce però al volo chi ha imparato a non bersi tutto come oro colato (per esempio un esperto del settore, o un oppositore politico che cerca sempre una breccia per lanciarsi nel suo mestiere): quell'immagine è sbagliata, raffigura una cosa diversa da tutto ciò che si dice nel testo. È accaduto che, lo specialista di comunicazione del tutto ignaro e forse sprezzante di ciò che comunica, copi e incolli di tutto, nello stesso modo in cui a volte i giornali mettono le foto di un omonimo al posto del vero protagonista della notizia. Qui si parla di parchi, di verde, di stato attuale e assetto possibile futuro, di alcune zone e non di altre, ma l'immagine ahimè non riguarda nessuno di quegli «stati della materia». È solo una cosa raccogliticcia, composta da chissà chi chissà quando per scopi suoi, che non sono di sicuro quelli attuali. Ma il comunicatore specialista non capisce la differenza, e ci mette la prima cosa trovata online con quel toponimo. Non importa se è un copia-incolla ritagliato, e a quanto pare riconoscibile come tale e falso da chi ha un minimo di conoscenza di quel luogo. E si sente preso in giro, più che informato e coinvolto. C'è una bella differenza tra la democrazia dei proclami e quella delle pratiche concrete, che forse meriterebbe maggiore attenzione.

La Città Conquistatrice – Partecipazione 

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