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Venerdì, 7 Ottobre 2022
Città conquistatrice

Opinioni

Città conquistatrice

A cura di Fabrizio Bottini

La Città, l'Assessore, il Social Network

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Immagine profilo Facebook di Pierfrancesco Maran

Spesso in questo blog il caso di cronaca è solo lo spunto per considerazioni più generali, ma nell'occasione specifica le considerazioni salvo qualche ipotesi le lasciamo al lettore: il testo è quindi quasi interamente dedicato al racconto dei fatti. Accade che l'Assessore milanese all'Urbanistica e al Verde, ovvero due degli aspetti che oggi fanno di Milano un po' la vetrina d'Italia nel mondo, tra aree di riqualificazione e progetti sostenibili simbolo, curi molto la comunicazione, almeno nelle intenzioni, assai attivo sul social network dove o aggiorna direttamente sulle proprie opinioni e attività istituzionali, oppure tiene cronaca indiretta di quanto avviene in città condividendo articoli dalla stampa. Sostiene di fare tutto da solo, al punto che a una mia (non si si trattava di una «insinuazione» ma di una pura esplicita ipotesi) domanda sull'esistenza di un ufficio stampa o simili, ha risposto piccatamente di sapersi gestire benissimo in proprio, nel rapporto con la città e i cittadini che ha scelto di coltivare così. E accade che a proposito di trasformazioni urbane nel segno del verde, in questi tempi l'Assessore segua molto l'evoluzione del progetto #forestami che prevede decine di migliaia di nuovi alberi messi a dimora, in città e nell'area metropolitana. A molte di queste iniziative partecipate, nei parchi e giardini o nelle fasce più esterne di confine e continuità con le greenbelt agricole, l'assessore presenzia attivamente, e lo documenta postando serie di immagini sul campo.

In una di queste compare, insieme a un altro Consigliere comunale noto da molti anni per l'impegno ambientalista, mentre posano uno di questi alberi in una piazza semicentrale in corso di riqualificazione, che è anche una stazione della Metropolitana. Quella foto in particolare, che sarebbe evidentemente nelle intenzioni dell'Assessore solo una tra le altre in una lunga serie di eventi e iniziative analoghe, suscita una ridda di commenti tra il serio e il faceto, per non dire il sarcastico. Perché complice il caso, il contesto particolare del «cantiere piazza» ovviamente ben diverso dall'ambiente più naturale di un parco o giardino, e il momento specifico della messa a dimora (con l'albero ancora mezzo impacchettato così come arriva normalmente dai vivai), l'immagine comunicava una specie di uso della natura come materia prima dell'edilizia urbana. Insomma, era parecchio adatta a suscitare perlomeno qualche sfottò, innocente o meno innocente, da chi segue di norme queste campagne di piantumazione guardando le immagini più normali e rassicurantemente «naturalistiche». C'erano anche altri due filoni di commenti critici: il primo di chi di norma pregiudizialmente ostile all'assessore o alla sua maggioranza per qualche ragione, insinuava colpevole trascuratezza o peggio; il secondo di quanti, in qualche modo a conoscenza delle tecniche di messa a dimora degli alberi, prima deducevano qualcosa da quella singola foto, e poi spiegavano che no, non si fa così, e sarebbe meglio cosà.

Ho schematicamente diviso i commenti critici in questi tre filoni, che potevano anche essere di più guardando bene, solo per arrivare al punto successivo, la replica dell'assessore, che in realtà è arrivata parecchio dopo e con un post ad hoc. Il quale post ad hoc di fatto rispondeva in blocco mettendo in un unico calderone tutti quanti: prima classificandoli sarcasticamente come «festival degli agronomi del sabato e della domenica», e facendo seguire una specie di relazione tecnica dei suoi uffici in cui si spiegava a questi criticoni a vanvera «come si lavora». Una risposta come un'altra, quella dell'Assessore, magari un pochetto troppo personale e meno istituzionale, salvo istituzionalmente attingere a informazioni non immediatamente disponibili al resto del mondo. E qui finisce la cronaca (lo segnalo, non si sa mai) e iniziano le mie soggettive brevissime opinabili conclusioni. Che articolerò in tre essenziali punti. Primo, i cosiddetti agronomi dilettanti sono accomunati dalla partenza sbagliata, indotta da una comunicazione sbagliata, che è quella della foto, decisamente contrastante con gli slogan naturalistici impliciti dello hashtag #riforestami e della stessa comunicazione dilettantistica precedente tutta fatta di parchi giardini terra radici, non di cordoli e asfalto e pani da vivaista. Secondo, la stessa relazione tecnica degli uffici, magari in forma meno piccatamente polemica e/o pedagogica, la si poteva usare prima, contestualizzata, chiarita, illustrata, senza nulla perdere in termini di comunicazione politica e di immagine, anzi guadagnandoci parecchio, anche in termini di chiarezza e trasparenza. Terzo e tenendo conto dei due punti precedenti, è certo difficile fare tutto ciò autogestendosi in casa la comunicazione social, e mescolando troppo aspetti personali e istituzionali. Il che, magari, qualche riflessione di metodo, nella ricerca di consenso sul proprio operato e sulle trasformazioni urbane, dovrebbe suscitarla.

La Città Conquistatrice – Partecipazione 

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