Venerdì, 16 Aprile 2021
Sesso e dintorni, il dottore risponde

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A cura di Dottor Andrea Militello

Il bruciore al pene: un sintomo da non sottovalutare

Foto di repertorio

Il bruciore al pene o penodinia è una patologia molto frequente o, per meglio dire, più che una patologia è un segno, un sintomo. In effetti, in sé per sé, il termine  penodinia indica il  dolore al pene e spesso il paziente si rivolge all’andrologo riferendo da tempo la presenza di bruciori al pene che tendono a non guarire anche dopo apparenti opportune terapie . Le prime indagini mediche, in questi casi, sono mirate ed escludere la presenza di malattie veneree sia di natura infettiva sia di natura infiammatoria: balaniti, postiti, balanopostiti,uretriti, morbo di la Peyronie.  

Il paziente affetto da penodinia (bruciore al pene) riferisce di solito un fastidio anche a contatto con indumenti intimi e particolare difficoltà nei rapporti sessuali (che a volte diventano proprio impossibili).

Sicuramente tra le cause dobbiamo mettere al primo posto le malattie dermatologiche mentre talvolta la penodinia è legata a problematiche di tipo neurologico; alla base di questa condizione troviamo una iper-eccitabilità dei recettori deputati alla sensibilità, per cui i segnali sensitivi vengono amplificati traducendo quindi la sensazione tattile in dolore, il passaggio di fluidi in bruciore. Tutto questo può essere legato alla presenza di problematiche neurologiche periferiche che coinvolgono le fibre anteriori del nervo pudendo o il nervo genitofemorale.

Talvolta quindi la ricerca della causa è a livello neurologico con uno studio appropriato del percorso dei nervi che innervano i corpi cavernosi del pene attraverso una RM della colonna e del bacino senza mezzo di contrasto con uno studio attento del percorso del nervo pudendo. 

Le terapie chiaramente vengono poi affidate, in caso di schiacciamento meccanico del nervo all'osteopata, oppure con all'utilizzo di neuro farmaci quali ad esempio Amitriptilina Cloridrato e Clonazepam , talvolta anche con nutraceutici come ad esempio il Palmitoiletanolamide, molecola  in grado di ridurre l'iperattività dei recettori.

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