Martedì, 11 Maggio 2021
Sesso e dintorni, il dottore risponde

Sesso e dintorni, il dottore risponde

A cura di Dottor Andrea Militello

Coronavirus e infezione ai testicoli, cosa c’è di vero?

L'attuale epidemia di malattia respiratoria acuta associata al coronavirus, denominata malattia da coronavirus 19 (COVID‐19), non è il primo virus di origine animale che infetta l'uomo. Tuttavia, è uno dei pochi a fare un salto così veloce in una scorciatoia evolutiva potente ed efficiente.

L'incredibile modello di aggressività in tutto il mondo dall'inizio dell'epidemia è che dal 15 al 20% delle persone infette necessita di ricovero ospedaliero a causa di scenari clinici avversi e il 5% evolve in condizioni critiche, non limitate a quelle respiratorie,ma piuttosto al coinvolgimento sistemico. Una risposta immunologica e infiammatoria enormemente esacerbata al virus supera la capacità del corpo di ristabilire l'omeostasi e creare una situazione potenzialmente mortale.

I reni e i testicoli hanno elevate espressioni di recettori dell'enzima di conversione dell'angiotensina 2 (ACE2) e questo recettore primario apre le porte della cellula alla proteina del Coronavirus. Una questione a cui la scienza deve rispondere è se la SARS‐CoV‐2 sia sessualmente trasmissibile e se sia vitale nell'eiaculato.

Il virus, la sua brutale risposta immunologica e infiammatoria, creano una diretta azione sui testicoli? Tutte queste incertezze necessitano di chiarimenti, ponendo l'urologo e l'andrologo al centro della scena per questa nuova e spaventosa condizione. Le ricerche attuali non sembrano evidenziare la trasmissione attraverso il liquido seminale, ma sicuramente ci troveremo di fronte in futuro a quadri di orchite ed orchiepididimite da Coronavirus che potranno alterare la funzione del testicolo colpito. 

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