Venerdì, 23 Aprile 2021
Sesso e dintorni, il dottore risponde

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A cura di Dottor Andrea Militello

Disfunzione erettile e sensibilità del pene: a cosa serve la biotesiometria

Foto di repertorio

Ai pazienti affetti da disfunzione erettile viene spesso richiesto di effettuare esami ormonali e vascolari

Tra gli esami consigliati tuttavia a volte viene indicata anche la biotesiometria. Si tratta di un esame che va a testare la soglia di sensibilità del pene. Più la soglia è bassa, maggiormente sensibile sarà l’organo alle sollecitazioni esterne. 

La sensibilità della pelle del pene per rilevare gli stimoli vibrazionali (cioè la biotesiometria) può essere impiegata come semplice test di screening delle funzioni nervose, ma è raramente indicata.

 In questo test, una piccola sonda elettromagnetica viene posizionata sui lati destro e sinistro del pene e sul glande. L'ampiezza vibrazionale viene regolata fino al raggiungimento della soglia sensoriale soggettiva, che viene determinata interrogando il paziente.

Non è doloroso, non ha effetti collaterali e non richiede nessuna preparazione particolare.

Il risultato finale potrà indicare se ci sono danni all'innervazione del pene per la diagnostica della disfunzione erettile come si può presentare per esempio nel diabetico o nel paziente dopo intervento di prostatectomia radicale.

Un passo diagnostico aggiuntivo con una parziale validità per quello che poi riguarda il reale e concreto percorso terapeutico.

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