Mercoledì, 2 Dicembre 2020
Sesso e dintorni, il dottore risponde

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A cura di Dottor Andrea Militello

Curare l'ipertrofia prostatica senza i farmaci: oggi si può con il vapore acqueo

L'ipertrofia prostatica è un evento fisiologico che coinvolge l'uomo nell'età intermedia. La ghiandola prostatica è indispensabile per la formazione del liquido seminale e per arricchire lo stesso di elementi quali ad esempio lo zinco, indispensabili per la mobilità dello spermatozoo. 

La prostata  tende però nel tempo a perdere la sua funzione ed aumentare di volume. Questo succede per una variazione dell'equilibrio ormonale a favore degli estrogeni come avviene nell'uomo nell'età intermedia. L’ipertrofia prostatica si manifesta con la presenza di difficoltà urinarie caratterizzate essenzialmente da un ridotto flusso urinario e da una necessità di svuotare più volte la vescica, più frequentemente che nelle condizioni normali,  tipica ad esempio è la necessità di alzarsi la notte per urinare.

In altri blog parleremo dei percorsi diagnostici di questa patologia, che deve essere differenziata da una patologia altrettanto frequente ma molto  aggressiva, che è quella del tumore della prostata. Da un punto di vista terapeutico i primi approcci possono essere di tipo nutraceutico o meglio ancora di tipo farmacologico, con farmaci che però possono presentare insidie per gli effetti collaterali che vanno dal calo del desiderio, all'abbassamento della pressione arteriosa, all'annullamento della eiaculazione.

Oggigiorno vi sono però possibilità di curare la prostata ipertrofica ed ingrossata con tecniche ambulatoriali che permettono di ridurre il volume della prostata, meglio ancora dell’adenoma della prostata (la parte ostruente) assicurando un netto miglioramento  della qualità minzionale per periodi lunghi di almeno quattro o cinque anni ma con il beneficio di non arrecare gli effetti collaterali.

Una tecnica innovativa, che è entrata adesso in numerose strutture sanitarie italiane, è la tecnica di Rezum che utilizza il potere del vapore acqueo. Attraverso un piccolo ago per via transuretrale, chiaramente in sedazione ,viene introdotto vapore acqueo nell’adenoma prostatico. Il vapore provoca una sclerosi delle cellule dell'adenoma riducendo quindi in maniera significativa il suo volume e permettendo quindi al paziente di urinare in maniera tranquilla e spontanea come prima della patologia.

L'intervento ha dei tempi molti ridotti, circa 15 minuti, il paziente può essere dimesso dall’ambulatorio chirurgico dopo circa due ore. La tecnica non sostituisce l’intervento vero e proprio ma permette di procrastinarlo, permettendo al paziente di urinare bene, senza assumere farmaci per alcuni anni, ed è facilmente ripetibile.
 

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