Martedì, 1 Dicembre 2020
Sesso e dintorni, il dottore risponde

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A cura di Dottor Andrea Militello

Rigiscan, il test che misura le erezioni notturne

Foto di repertorio

Tra i test diagnostici per la disfunzione erettile oltre allo studio del metabolismo e dell’assetto ormonale è indispensabile anche studiare la validità del sistema vascolare del paziente sia a livello sistemico, ossia con una visita cardiologica con test da sforzo, ma anche in maniera dettagliata a livello dei corpi cavernosi.

Lo studio vascolare dei corpi cavernosi può essere effettuato con un esame ecografico, ossia l’ecocolordoppler basale e dinamico dei corpi cavernosi, che si effettua inducendo una erezione artificiale tramite l’iniezione nei corpi cavernosi di una molecola vaso attiva chiamata prostaglandina; chiaramente questo test può essere motivo di ansia o preoccupazione per il paziente facendo liberare quindi le famose catecolamine “ormoni da stress” responsabili di un erezione non perfetta, e tale situazione può inficiare quindi il buon esito dell’esame.

Un esame molto interessante e assolutamente non invasivo è il Rigiscan test notturno, un semplice apparecchio collegato a due trasduttori a forma di anello che vengono adattati sul pene del paziente, l’apparecchiatura e gli anelli monouso vengono calibrati sui corpi cavernosi della persona. Questo test permette di studiare le erezioni che avvengono fisiologicamente nella fase profonda del sonno, fase REM, in cui non è presente la coscienza.

È un esame importante perché permette di evidenziare la presenza di erezioni dei corpi cavernosi e quindi sin da subito escludere la componente organica ed orientare magari il percorso diagnostico e terapeutico su una componente più di natura psicogena o emozionale.

In parole povere quando l’esame evidenzia la presenza di erezioni notturne nel sonno profondo, e quindi in assenza di coscienza, è chiaro che il sistema vascolare di quella persona è normo funzionante, ma componenti psicogene ed emozionali interferiscono poi con l’attività sessuale. Un recente studio ha evidenziato come la buona risposta del Rigiscan test debba essere perlomeno validata da tre notti successive di registrazione, poiché spesso l’uso dell’apparecchiatura e il disagio iniziale che in alcune persone può creare può rendere la prima notte di valutazione non strettamente aderente alla potenzialità erettile del paziente, problema che invece viene assolutamente annullata facendo tre notti consecutive di registrazione

Lo studio pubblicato proprio in questi giorni conclude che misurazioni multiple di tumescenza e rigidità del pene notturne (NPTR) sono ampiamente accettate come metodo per differenziare la disfunzione erettile psicogena (DE) dalla disfunzione organica. Tuttavia, le prove dirette rimangono limitate per quanto riguarda l'effetto della prima notte sulla misurazione NPTR utilizzando Rigiscan. Ricordiamo che prima di ogni esame o automedicamento è necessario interfacciarsi con il proprio urologo e andrologo di riferimento.

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