Mercoledì, 14 Aprile 2021
Sesso e dintorni, il dottore risponde

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A cura di Dottor Andrea Militello

Effetti cancerogeni della vitamina E sulla prostata

Un gran numero di ricerche di base e studi osservazionali hanno suggerito l'attività preventiva del cancro della vitamina E, ma studi di intervento su larga scala hanno prodotto risultati deludenti e in realtà hanno mostrato una maggiore incidenza di cancro alla prostata sebbene i meccanismi alla base dell'aumento del rischio rimangano in gran parte sconosciuti. Uno studio italiano (qui il link) ha mostrato attraverso studi in vitro e in vivo che la vitamina E produce un marcato effetto induttivo sugli enzimi cancerogeni bioattivi e uno stato pro-ossidante che promuove sia il danno al DNA che la frequenza di trasformazione delle cellule.

Innanzitutto, lo studio ha scoperto che la vitamina E nella linea cellulare epiteliale della prostata umana RWPE-1 ha la straordinaria capacità di sovraregolare l'espressione di vari enzimi del citocromo P450 (CYP) di fase I, inclusi gli attivatori di idrocarburi policiclici aromatici (PAH), dando origine ai livelli soprafisiologici delle specie reattive dell'ossigeno. Inoltre, nel modello di ratto ha confermato che la vitamina E nella prostata ha un potente effetto booster sugli enzimi CYP associati alla generazione di stress ossidativo, favorendo in tal modo la diffusione elettrofila derivata dai lipidi che modifica covalentemente le proteine.

Lo studio ha dimostrato che la vitamina E non solo provoca danni al DNA ma promuove anche la frequenza di trasformazione cellulare indotta dal prototipo di PAH benzo [a] pirene. I risultati potrebbero spiegare perché l'integrazione dietetica con vitamina E aumenta il rischio di cancro alla prostata tra uomini sani.
 

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