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Lunedì, 29 Novembre 2021
Trentenni

Opinioni

Trentenni

A cura di Maria Carola Catalano

Testa: lavoro = croce: amore?

Quando il lavoro va bene vuol dire che la tua vita sentimentale sta andando a rotoli. Questa frase mi rimbomba sempre più spesso nella mente. Per farvi capire perchè oggi vi racconto due storie opposte ed esemplificative (potrebbero essere molte di più).

STORIA 1. Lei è felicemente innamorata del suo lui ma ha un lavoro, che anche se ben pagato, le sta stretto. Ha tutta una serie di buoni motivi per essere insoddisfatta dell'azienda in cui si trova. Tanto per cominciare è vecchia: i suoi dipendenti sono in età pensionabile ma non hanno nessuna intenzione di lasciare la scrivania (anche loro hanno i loro buoni motivi ma non è questo il luogo per affrontare l'argomento); i tempi sono lenti: l'azienda è uno di quei carrozzoni di cui questo Paese è pieno; i colleghi più anziani fanno ostruzionismo perchè abituati, da decenni, a lavorare con molta calma e non vedono di più occhio i nuovi arrivati che invece sono stati formati per essere rapidi ed efficienti; non c'è molto da imparare dai superiori perchè il gap tecnologico è troppo ampio e nel settore di cui stiamo parlando la tecnologia è tutto. Lei vorrebbe quindi lasciare e cambiare ma, c'è sempre un ma, l'azienda in cui si trova è la più importante in Italia. Mollare vorrebbe quindi dire ampliare i propri orizzonti e guardare all'estero. Questo però avrebbe delle ripercussioni, non da poco, sulla vita sentimentale. Il suo lui, infatti, ha un'impresa in Italia e non vuole o non può seguirla. Conclusione: trentenne in crisi interiore perenne e quindi sottosopra.

STORIA 2. Lei lavora dove avrebbe sempre voluto lavorare. Il settore è quello per entrare nel quale ha studiato. Il team è fresco e l'ambiente stimolante. C'è spazio per il confronto e i margini di crescita non mancano. C'è autonomia ma, quando serve, c'è anche la squadra. Si impara ogni giorno qualcosa e l'impegno viene ricompensato. Insomma è uno di quei posti dove molti altri coetanei vorrebbero trovarsi. Sarebbe dunque felice se avesse anche un uomo al suo fianco ma non c'è. C'era ma è andato perso proprio quando lei ha smesso di essere una studentessa ed è diventata una lavoratrice. Forse era troppo impegnata a scoprire quel nuovo e affascinante mondo, era concentrata su quello e lui si è sentito messo in un angolo. O forse i motivi sono altri. Fatto sta che non hanno retto come succede a molte coppie quando nelle loro vite piomba all'improvviso una novità che ti cambia la vita. Così la nostra lei oggi è single e quando chiude dietro di sè la porta dell'ufficio e torna a casa, ogni tanto l'assale la malinconia. Sente che manca qualcosa perchè, diciamo la verità, le cose hanno un sapore diverso, più buono, quando si condividono. Conclusione: anche lei è una trentenne sottosopra, forse anche più della protagonista della nostra prima storia. L'amore non si trova insistendo con l'invio di curricula. Arriva quando meno te l'aspetti e alle volte i tempi o la situazione sono sbagliati.

Quindi mi chiedo: siamo costretti a dover scegliere tra un lavoro che ci piace o l'amore? E' questo il nostro destino? Siamo cresciuti in una società che ci ha bombardato di messaggi che vanno nel senso opposto: siete i più fighi del mondo e potete prendervi quello che volete. Ci hanno preso in giro? Io mi ribello, e voi...smentitemi!!!

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