Martedì, 19 Gennaio 2021
Trentenni

Trentenni

A cura di Maria Carola Catalano

Distanze relative

E' un sabato pomeriggio d'inverno. Siamo a Roma e la nostra protagonista è una donna single. Un'amica le organizza un appuntamento con un uomo. Lei non é convinta e dice di no. Ma l'amica insiste così alla fine cede cambiando idea ma a patto che non sia una serata a 4. Vada per un aperitivo con altra gente. L'uomo del mistero arriva. Si presentano. Prima piacevole sorpresa: è carino, molto carino. Lei peró é distratta da alcune amiche che non vede da un po' quindi non gli dà molte attenzioni.

Seconda bella sorpresa: lui sembra a suo agio. Parla e se la ride con gente sconosciuta. Altro punto per lui: trova il modo, senza essere invadente, di intrufolarsi nella conversazione che la protagonista sta intrattenendo con altri e le parla con voce calma e sicura. A quel punto lei ha un'illuminazione e pensa: non è male per niente e inizia a parlargli a sua volta. E più parlano e più lui la stupisce positivamente. La serata va avanti, a lungo. Dopo l'aperitivo si va a cena e poi in un locale a sentire della buona musica dal vivo. Si beve prima del vino e poi si passa ai super alcolici. Sono allegri e ballano guardandosi dritti negli occhi: scatta un bacio. Lungo e appassionato. Poi un altro e un altro ancora.

Facciamo finta che la storia finisca qui. Dov'é la fregatura? Lui abita dall'altro lato del mondo. Dettagli? Per i trentenni di oggi questa é diventata quasi la normalità. Forse anche per questo sono sottosopra. E voi credere che le distanze possano diventare relative?

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