Giovedì, 28 Ottobre 2021
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A cura di Maria Carola Catalano

Laureati, infermieri e disoccupati: barcollano ma non mollano

I protagonisti del mio post di oggi in gran parte non sono ancora trentenni ma ho deciso di raccontare l'iniziativa che hanno messo in campo ugualmente perchè il loro problema è anche nostro: sono laureati e disoccupati. Come spiegano sulla fan page che hanno creato "Giovani Infermieri Ipasvi Brescia" l'intento del gruppo è quello di "incoraggiare i giovani neolaureati ad una partecipazione più attiva alla vita della comunità professionale", "sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo alla disoccupazione della nostra categoria, smitizzando il concetto anacronistico "l'infermiere trova subito lavoro" e cercare di far capire ai politici che ci rappresentano che dietro i numeri sterili della disoccupazione, ci sono delle persone in carne ed ossa con dei sogni, oltre che con delle capacità.

Per questo ci hanno messo la faccia lanciando l'hashtag #selfiEinfermieri. Purtroppo, è proprio il caso di dire, i contributi in versione selfie che hanno ricevuto sono davvero tanti e continuano ad aumentare. Ad immortalarsi con degli autoscatti sono laureati del 2013 ma anche dottori con più anzianità (c'è anche qualche laureato dal 2009).

Le tante diverse facce hanno una cosa in comune: i messaggi che lanciano attraverso i cartelli che tengono in mano sono speranzosi. Gli infermieri di Brescia non hanno nessuna intenzione di mollare, non si arrendono e sposano il motto Keep Calm and #selfiEinfermieri.

Tanti i messaggi arrivati anche da altrove. Frugando tra i post inviati da altri ho trovato quello di Christine Peh che ha scritto agli infermieri per metterli al corrente delle opportunità di lavoro che, nel loro campo, ci sono all'estero: "MediClin AG, azienda importante nell’ambito ospedaliero tedesco, cerca persone laureate in Scienze Infermieristiche da inserire nel proprio organico in Germania. Ricerca le seguenti figure professionali: infermieri generici, infermieri pediatrici, infermieri specializzati da inserire nel reparto di terapia intensiva/anestesia. I partecipanti saranno assunti dall’azienda con contratto a tempo indeterminato.

L'assunzione è legata alla frequentazione di un corso di lingua tedesca (interamente a carico dell’azienda) che si svolgerà inizialmente in Italia e si concluderà in Germania (Corsi di formazione linguistica in Italia/Germania totalmente a carico dell’’azienda, vitto e alloggio in Germania inclusi)". Qui l'annuncio ufficiale.

Il gesto di Christine è stato carino, forse permetterà ad alcuni membri del gruppo di trovare un lavoro ma leggerlo mi ha fatto venire una grande amarezza. Dobbiamo continuare ad emigrare in Germania, come ha fatto la generazione dei nostri nonni e dei nostri genitori? Quando il nostro grande Paese deciderà di svegliarsi e proverà ad invertire la rotta dei cervelli? Tutti noi speriamo presto ma, nell'attesa che questo accada, continuiamo a vedere amici riempire una valigia di sogni e andare via.

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