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Lunedì, 29 Novembre 2021
Trentenni

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A cura di Maria Carola Catalano

Parcheggiare nuoce gravemente alla salute

Nella vita non si finisce mai di imparare. Questa tendenzialmente è una cosa positiva ma, alle volte, si imparano sulla propria pelle anche delle cose di cui si farebbe a meno. Così può capitare di vivere sulla propria pelle ciò che fino a qualche minuto prima si era soltanto letto sulle pagine dei giornali.

A me è successo ieri sera. E' una sera come molte altre. Dopo il lavoro, verso le 20, esco per raggiungere degli amici per un aperitivo in un nuovo locale, che inaugura in via Pavia, a Roma.

Dopo vari giri intorno al quartiere alla ricerca di un parcheggio, quando ormai stavo per cedere e decidere di mettere la mia auto in doppia fila, vedo un uomo che si avvicina alla sua macchina per andare via. Miracolo. Metto la freccia e...arriva la spiacevole sorpresa: un altro automobilista, un uomo sui 30 anni, stava davanti a me e voleva il mio parcheggio. All'apparenza sembrava una persona per bene ma l'apparenza inganna. Così l'uomo mi guarda e mi dice che il parcheggio è il suo. Io però non la penso allo stesso modo. Dunque abbasso il finestrino e gli parlo. Cerco di spiegargli educatamente che sono arrivata prima di lui e che vorrei parcheggiare lì la mia auto. Lui però non la prende per niente bene e controbatte dicendomi che mi sto sbagliando, lui è arrivato prima di me.

Perfetto. Come sciogliamo la matassa? Io cerco di stare calma e ritento: guarda che ho messo la freccia per indicare che mi sto accingendo a parcheggiare, bloccando il traffico alle mie spalle.

Ma lui niente, non ne vuole sapere e tuona: "Non è che devi avere il posto perchè sei una femminuccia? Scusa??? Lì è venuto fuori il peggio di me. L'ho guardato dritto negli occhi e gli ho detto seria: Stai scherzando? Io devo avere il posto perchè l'ho visto prima di te, ho messo la freccia per segnalare che attendevo che il proprietario dell'auto uscisse e, dulcis in fundo, tu sei pure contromano. E lui: "Giro da un'ora, non mi rompere il c..". Io: "Io da 45 minuti e allora? E ho parcheggiato. Lui ha blaterato qualcosa e poi è andato via.

Ci è mancato poco però che scoppiasse la rissa. Per un secondo ho pensato: adesso scende dall'auto e mi gonfia. Come è già successo tante volte in questo strano Paese. Stavolta è andata bene. Ma la prossima volta? Se avessi avuto un uomo al mio fianco, avrebbe fatto tanto il gradasso?

Dopo un po', quando la pressione è tornata su livelli normali, le domande nella mia testa hanno ceduto il posto alle considerazioni sull'accaduto. Quello che è successo è grave, anzi gravissimo. Non è normale rischiare di prendere le botte per una cosa così poco importante ma succede. Perchè? Probabilmente non c'è una risposta che vada bene per tutti. In ogni caso, è certo, che girare intorno a tre strade per un lungo periodo non è rilassante. Al contrario è avvilente. Parcheggiare, soprattutto nelle grandi città, è fonte di stress e nuoce gravemente alla salute. Direi però che per "giustificare" tutta questa rabbia ci deve essere dell'altro. I trentenni di oggi, purtroppo, dimostrano ancora una volta di essere sottosopra.

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