Martedì, 21 Settembre 2021
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A cura di Massimiliano Dona

Amazon Prime: libertà di aumentare i costi del servizio? A patto di non offendere il mercato e la concorrenza

Brutto risveglio per gli abbonati di Amazon Prime. Si scatena la polemica per gli aumenti decisi dalla piattaforma di e-commerce per il servizio che consente di ricevere consegne rapide senza costi aggiuntivi: dal prossimo 4 aprile il piano annuale sale da 19,99 a 36 euro! Quasi un raddoppio dei costi che non appare giustificato dall’aggiunta di ulteriori servizi rispetto a quelli già inclusi.

Ecco perché, dopo aver raccolto i reclami dei clienti di Amazon Prime, l’Unione Nazionale Consumatori ha deciso di fare qualche approfondimento per capire se gli aumenti possono integrare una pratica commerciale scorretta. Teoricamente, infatti, ogni operatore è libero di fare il prezzo (e anche di modificarlo in corso d’opera), ma sul tavolo c’è una più ampia questione di concorrenza! A voi sembra giusto che, dopo aver “sedotto” migliaia di consumatori con un determinato tariffario, i prezzi vengano quasi raddoppiati?! Direi che c’è da preoccuparsi, se non altro per il rischio che si verifichi da noi la stessa escalation che hanno dovuto subire i consumatori negli Stati Uniti dove i prezzi sono ben più elevati: 99 dollari per l’abbonamento annuale che garantisce però di ricevere entro due giorni ben 100 milioni di prodotti (in Italia parliamo consegne illimitate e gratuite in un giorno solo per 2 milioni di prodotti e in 2-3 giorni su altri) e include l’abbonamento a Amazon Prime Music (che in in Italia invece non è incluso e costa 9,99 euro al mese).

In questi giorni gli abbonati stanno ricevendo una comunicazione via e-mail relativa agli aumenti, ma nessuna notizia su eventuali proposte che arricchiscano l’offerta: la strategia di Amazon mi sembra in linea con la (poca) sensibilità già mostrata in passato verso i consumatori. Carenza già censurata più volte dalla stessa Unione Nazionale Consumatori in passato davanti all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Mi spiego meglio: per l’azienda l’aumento sarà pure la conseguenza naturale di un’implementazione dei propri servizi, ma il copione è lo stesso già visto qualche mese fa quando Netflix aveva aumentato il costo dei suoi abbonamenti principali. Si tratta di aumenti che spesso non portano a niente di nuovo e che rischiano di diventare sempre più gravosi per le nostre tasche. Per quanto tempo questa situazione sarà tollerabile? Ma soprattutto, perché questi aumenti fanno clamore? Perché raccontano una tendenza che da sempre vede aumentare il prezzo dei servizi che utilizziamo di più. Finché la concorrenza non riuscirà a imporre un equilibrio che garantisca il consumatore, questo lievitare dei prezzi sarà una costante quasi ineluttabile.

Allora qui provo a spiegare la dinamica di questi aumenti: certi operatori dapprima entrano nelle nostre vite riuscendo a creare un forte bisogno nei loro prodotti e nei loro servizi, (quasi una certa dipendenza nell'utente, che allettano "regalandogli" servizi innovativi, abituandoci a usarli con continuità). Ma poi si scopre il trucco: dopo la stagione del prezzo stracciato, dopo le campagne pubblicitarie con la prova gratuita che spinge a sottoscrivere l'abbonamento, il costo irrimediabilmente aumenta, a volte in maniera minima, altre in modo più marcato. E notate che si tratta sempre di rischi calcolati per le aziende, che sanno bene quanto certe cose, con il tempo, diventino indispensabili per chi ne usufruisce. Perché (sarebbe bene non dimenticarlo) parliamo pur sempre di servizi che possiamo ritenere "superflui", ma che fanno piacere e con il tempo entrano a far parte delle nostre abitudini. Il risultato finale è che alla fine il bisogno è ben più grande del costo per ottenerlo. A questo punto scattano gli aumenti!

Ora, per un osservatore distratto, tutto ciò può sembrare normale. Il punto è che queste “strategie” a volte sono fatte in totale spregio dei consumatori e delle imprese concorrenti (magari abusando delle posizioni dominanti acquisite con politiche di prezzo esagerate). Adesso vedremo in che modo risponderà il mercato, ma fin d’ora va detto che solo una maggiore concorrenza può portare una spinta reale all'abbassamento dei prezzi di questi servizi.

La libertà nel sottoscrivere o disdire un abbonamento è l’unica arma a difesa degli utenti, ma a condizione che ciò sia effettivamente possibile. Ecco perché, forse, come consumatori, dovremmo non solo stare attenti a scegliere ciò che è meglio per noi, ma anche per l’ecosistema nel quale viviamo.

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