Lunedì, 14 Giugno 2021
AAA... acquisti

Opinioni

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A cura di Massimiliano Dona

Ancora sull'etica che non esiste nel mercato delle bollette a 28 giorni

Il caso è noto: da qualche mese i principali operatori della telefonia hanno modificato la periodicità nell’invio delle bollette portando la fatturazione da mensile (com’è tradizionalmente) a settimanale. In pratica hanno deciso di inviare una bolletta ogni 28 giorni: ciò significa che l’anno diventa di 13 mensilità con rincari in media dell’8,6%.

L’Unione Nazionale Consumatori ha scatenato una guerra senza quartiere contro questi aumenti e la nostra campagna #nofattura28giorni ha rapidamente raggiunto decine di migliaia di adesioni. Perché, se aumentare i costi del servizio è del tutto legittimo, ciò che più scandalizza è che le Telco hanno scelto di farlo con modalità quasi fraudolente: invece di assumersi la responsabilità di annunciare un ritocco dei prezzi, hanno modificato furbescamente la periodicità della fatturazione. Su questo attendiamo la pronuncia dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato alla quale ci siamo rivolti, anche per capire se sia normale che tutti i maggiori operatori si sono allineati nel giro di pochi mesi.

Ma resta il tema dell’etica (?) di queste imprese: un giudizio fortemente condizionato da come gli operatori della telefonia e delle pay-tv stanno trattando la loro principale risorsa: il cliente! In qualunque altra parte del mondo non l’avrebbero fatta franca 8ed infatti questa scorrettezza è un privilegio che hanno riservato al mercato italiano… Mercato?! Invochiamo spesso liberalizzazioni e concorrenza, ma qui le regole del mercato spesso (irrimediabilmente) alterate da cavilli e sotterfugi: il tredicesimo mese dell’anno, il mese di quattro settimane, sono fantasie che forse rappresentano un regalo per i bilanci degli azionisti delle compagnie, ma è un mese sottratto alla verità. Come ha sostenuto in un brillante editoriale Luca Telese (https://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/tassa-telefonica/) si tratta di un mese contabile, un mese-truffa, un mese tarocco, inventato per farci pagare di più i canoni delle tlc, delle tv, dei servizi, delle nostre vite.

Ed in effetti, “mai la volontà di guadagno aveva prodotto ambizioni e gesti così smisurati come la riscrittura delle stagioni: i primi calendari sono stati scritti prendendo come modello il sole, quelli successivi li hanno battezzati druidi e sacerdoti, imperatori, papi, concili ecumenici e guerre, trattati, negoziazioni internazionali, studiosi e scienziati, cicli lunari, esigenze industriali. Ma era comunque la grandezza della storia: per questo l'idea che il nostro calendario lo vogliamo decidere Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb, per maggiorare un canone, crea qualche motivo di apprensione, così come la notizia che queste compagnie disattendano da marzo una disposizione del garante che impone loro di fare altrimenti”.

Già perché queste aziende sono attualmente fuorilegge: la delibera dell’AGCOM del marzo scorso è stata impugnata dagli operatori della telefonia che in attesa che il Tar si pronunci a febbraio non sembrano avere nessuna intenzione di indietreggiare sulla cadenza della fatturazione. Per questo motivo attraverso la campagna #nofattura28giorni l’Unione Nazionale Consumatori insiste nel richiedere normativo che stabilisca che la bolletta sia obbligatoriamente mensile per la telefonia fissa, ma anche per quella mobile e pay-tv.

Ma non solo: se vogliamo davvero tornare a parlare di “mercato”, non è più rinviabile una riforma dei poteri delle Authority perchè gli importi delle sanzioni siano davvero efficaci rispetto all’illecito guadagno ottenuto con pratiche commerciali scorrette.

Altrimenti il nostro resterà per sempre il Paese delle Banane: oggi per operatori telefonici e paytv, domani per le compagnie aeree come Ryanair!

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