Lunedì, 14 Giugno 2021
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A cura di Massimiliano Dona

Come difendersi da conguagli e bollette da capogiro

Ormai si tratta di un vero spauracchio per gli utenti di energia: è il famigerato "conguaglio", arriva con la solita bolletta, ma contiene un invito a pagare cifre da capogiro, spesso con molti più zeri rispetto all'ordinario... 

Guardate che non ne restano vittima solo i poveri consumatori, ma anche le piccole e medie imprese: è successo recentemente al mio barbiere che mi accoglie con una faccia da funerale, mi mostra una bolletta da 70 mila euro e mi annuncia che dovrà chiudere!

Non sa, il mio amico esperto di barba e capelli che di fronte a una fattura con conguagli molto elevati è ormai facile far valere le proprie ragioni. Il consiglio, quindi, è quello di non cedere al panico, ma di rivolgersi allo sportello dell'Unione Nazionale Consumatori (ecco il link: https://www.consumatori.it/risolvi-il-tuo-problema/) dove i nostri esperti possono esaminare la bolletta (di elettricità e gas) e capire subito se la richiesta di pagare somme astronomiche è legittima o meno!

Talvolta basta far capire alla Società energetica che non siamo soli per riportare le cose alla normalità: per la cronaca il mio barbiere si è visto ridurre la fattura da 70 mila euro a 10 mila! L'azienda (Acea) ha infatti ammesso l'errore nel giro di tre giorni.

Sì avete letto bene, hanno parlato di "errore". Per fortuna il mio barbiere non è debole di cuore...

Triste a dirsi, ma il caso non è isolato: un consumatore siciliano ci ha chiesto di attivare una Conciliazione per una fattura di quasi 10 mila euro per il consumo di energia elettrica in un casolare di campagna disabitato: nonostante i reclami la società voleva il pagamento del conguaglio, quindi è stata avviata l'apposita procedura presso l’Acquirente Unico dell’Autorità per l’energia durante la quale è emersa l’infondatezza della fattura. Il verbale di accordo ha consentito al consumatore di evitare il pagamento.

Ma capitano anche fatture astronomiche per la fornitura di Gpl (che si riferiscono ad anni di consumo in cui il gestore aveva omesso lettura e fatturazione, ignorando le autoletture dei cittadini trasmesse tramite i call center), casi in cui è negato il diritto alla rateizzazione (che deve essere pari al ritardo nella fatturazione) e, soprattutto, richieste di pagamento per le quali l'Azienda energetica si "dimentica" la prescrizione quinquennale (ex art. 2948 C.C.) che annulla i debiti precedenti a luglio 2010. 

Insomma, non sempre c'è da credere all'importo scritto in bolletta. Per maggiori informazioni e reclami, ecco il link: https://www.consumatori.it/risolvi-il-tuo-problema/

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