Sabato, 17 Aprile 2021
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A cura di Massimiliano Dona

C’è ancora chi crede alle acque della salute

Certi ritornelli della pubblicità ci entrano nella testa: anche un bambino ricorda che Uliveto e Rocchetta sono acque della salute. Peccato che non sia vero! Lo slogan pubblicitario è infatti stato censurato a più riprese dal Giurì per l’Autodisciplina pubblicitaria e dalla Autorità Garante della concorrenza e del mercato, intervenuta nuovamente in questi giorni.

Ma se i ritornelli pubblicitari ci sono entrati nella testa è forse anche per la scarsa efficacia del sistema sanzionatorio. Insomma la notizia è proprio questa: come è possibile che sia ancora in circolazione uno slogan dichiarato a più riprese illegittimo?

La prima censura  risale a 10 anni fa ed è firmata dal Giurì che riteneva scorretto lo slogan “Le acque della salute“, perché attribuiva alle acque minerali un requisito di superiorità inesistente rispetto alle altre marche. I manager di Rocchetta e Uliveto hanno però continuato ad utilizzare lo slogan limitandosi a togliere l’articolo “le”. Come ricorda “Il Fatto Alimentare” (che ha segnalato numerosi messaggi) nonostante la furberia sia stata smascherata, la società produttrice è andata avanti imperterrita con campagne apparse sui principali quotidiani, dove Rocchetta e  Uliveto fanno sempre riferimento ai benefici per la salute.

Negli anni la pubblicità di questa acqua minerale è stata censurata anche dall’Antitrust che ha pure sanzionato anche la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG) che supportava con il proprio logo i messaggi pubblicitari. Ma nella sostanza gli spot non sono cambiati di una virgola.

Facile spiegare, quindi, che si tratta di brand ancora molto noti che vendono 500 milioni di bottiglie ogni anno, anche grazie a questa pubblicità martellante e ingannevole.

Ecco perché vale la pena di chiedersi a che servano norme di protezione di matrice europea se poi nel concreto gli operatori scorretti continuano a raccontare frottole ai consumatori… E’ il tema dell’enforcement, cioè della capacità di un Paese di rendere effettiva la protezione del consumatore. Il Governo Renzi dovrebbe farsene carico…

Proprio in questi giorni la UE ha lanciato una campagna televisiva sui diritti dei consumatori: tra questi quello di non essere ingannati dalla pubblicità, ma in Italia, il caso delle “acque della salute” dimostra che c’è ancora molto da fare. Intanto però ciascuno di noi puoi restare convinto di “digerire meglio e vivere in forma”.

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