Sabato, 25 Settembre 2021
AAA... acquisti

Opinioni

AAA... acquisti

A cura di Massimiliano Dona

C'è patatina e patatina

La notizia è di ieri: grazie a un’inchiesta dell’Unione Nazionale Consumatori sul mondo delle patatine fritte in busta, l’Autorità Antitrust ha aperto un procedimento contro tre importanti produttori (Pata, Ica Foods e Amica Chips) per verificare eventuali pratiche commerciali scorrette nelle campagne pubblicitarie e nelle informazioni date in etichetta rispetto alla preparazione di chips denominate "light" o "artigianali".

L’iniziativa dell’Autorità è una buona notizia e c’è da augurarsi che faccia presto chiarezza su un mercato di prodotti sempre più utilizzati dai cosiddetti consumatori vulnerabili: non solo i giovanissimi, ma anche un nuovo pubblico di persone in là negli anni che acquistano le patatine come sostituti di prodotti che certi italiani non possono più permettersi.

Quel che lascia interdetti è che ormai la pubblicità ne racconta di tutti i colori: sarà forse per la lentezza con la quale intervengono gli organismi di controllo o forse perché, in tempo di crisi, tutto sembra permesso pur di aggredire gli operatori onesti, fatto sta che la storia della denuncia dei consumatori contro le chips racconta di campagne pubblicitarie ed etichette davvero grossolane: ad esempio, pur con delle differenze, questi produttori sono soliti promuovere le patatine puntando sull'artigianalità, ma come si può credere che sia vero quanto si legge (ad esempio sui prodotti Amica Chips denominati 'Eldorada' e 'Alfredo's' o sul prodotto Ica Foods chiamato 'Le Contadine’) che le patatine sono 'cotte a mano' o 'fatte a mano', oppure si vanta (su quelle prodotte da Pata S.p.A.) che si tratti di 'patatina artigianale' persino nel nome del prodotto.

Per non dire poi (e questo è un grande must della pubblicità alimentare) di quando i produttori sbandierano un'immagine light, pubblicizzando il basso contenuto di grassi delle loro chips facendo ricorso a slogan sommari, con indicazioni che violano la normativa europea di settore che prescrive il divieto di comparazioni generiche.... Ed ancora cosa può pensare un consumatore quando sul packaging si trovano in bella vista le immagini di ingredienti che poi si fatica a trovare nelle ricette?

Ecco, solo fra qualche mese l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ci dirà se le indicazioni sulle buste di queste patatine sono o meno ingannevoli. Ma intanto, voi che ne dite, continuereste ad affidarvi a queste aziende?

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