Lunedì, 26 Luglio 2021
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A cura di Massimiliano Dona

Canone Rai: di male in peggio

Le ultime notizie sul canone Rai arrivano questa settimana con una proposta di Decreto che avrebbe dovuto chiarire finalmente quali sono i soggetti tenuti al pagamento e le modalità per evitare disagi ai consumatori. In realtà questo provvedimento non ha fatto altro che riaccendere la polemica sulla tassa più odiata dagli italiani.

Alla base del nuovo sistema di pagamento ci sarà un complesso meccanismo di incrocio di dati tra Agenzia delle Entrate, Comuni, Anagrafe Tributaria e aziende di elettricità. La domanda è: siamo sicuri che funzionerà?

I dubbi sono legittimi, anche perché è stato proprio il Direttore gestione tributi delle Entrate ad ammettere che l’individuazione della famiglia anagrafica “risulta particolarmente complessa”. Il fatto che, dopo 2 mesi dall’entrata in vigore della Legge di stabilità, si dichiari che la situazione sia ancora in alto mare, dimostra che a luglio verrà fatta pagare al consumatore il costo di questa operazione!

L’Unione Nazionale Consumatori ha già depositato un documento di forte critica della bozza di decreto dove, tra l’altro, si legge che, in caso di errori, le società elettriche avranno 6 mesi di tempo per restituire il maltolto al consumatore. Noi, invece, chiediamo che i rimborsi avvengano nella prima bolletta utile dopo l’invio della richiesta da parte del cliente e della dovuta autocertificazione!

Insomma, ci aspettano disguidi e altre complicazioni: si pensi che la bolletta con la prima maxi rata del Canone arriverà già a luglio, periodo di in cui molti italiani sono in vacanza (compresi i portalettere). Il rischio, quindi, di ritrovarsi ad aver pagato un canone non dovuto è alto: considerato che il numero complessivo di clienti domestici di elettricità elettrica è di oltre 29 mln e 282 mila, dubitiamo che l’Agenzia delle entrate sia in grado di incrociare i dati senza errori per giungere a quei 24 mln e 199 mila di famiglie, 5 mln in meno, che secondo l’Istat hanno la tv e che dovrebbero pagare il canone.

Facendo qualche calcolo, c’è un potenziale di 5 milioni di famiglie che rischiano di ricevere richieste indebite di pagamento se i Comuni non forniranno in tempo i dati corretti delle famiglie anagrafiche. Sarà una vera e propria tempesta di disservizi e proteste (come potete leggere nell'articolo "Tutto sul canone Rai").

Caro Governo, semplificare no?

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