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L'autogol delle chiusure domenicali: l'arte tutta italiana di farsi male da soli

Una celebre barzelletta racconta che se la nazionale italiana di calcio giocasse da sola in campo sarebbe capace di perdere la partita. Lo humour britannico racconta così il celebre autolesionismo italico. Beh la storiella mi è tornata in mente osservando la proposta di tornare a regolamentare le aperture domenicali dei negozi: insomma, proprio mentre Istat annuncia il ritorno dell'Italia in recessione, si riapre la polemica sulle chiusure festive dei negozi, con una proposta di legge che non potrà che peggiorare il già complesso quadro del Paese.

Secondo le stime, caleranno i livelli occupazionali (si parla di 30.000 lavoratori), ma si rischia anche uno shock sui consumi (per oltre 4 miliardi di euro), distorsioni nella concorrenza tra imprese e disparità di trattamento tra i cittadini per una nuova recrudescenza della burocrazia degli enti territoriali. Cambieranno le dinamiche del mercato, dando ulteriore impulso all'e-commerce e penalizzando il commercio fisico, che è un settore ad alta intensità occupazionale.

E cosa ne sarà dei consumatori? Dal punto di vista dell’Unione Nazionale Consumatori è questo che ci interessa: meno servizio ai consumatori, costretti a modificare le proprie abitudini di acquisto ormai consolidate dopo oltre 7 anni di aperture domenicali. 

D'altra parte si osserva che la revisione non dovrebbe prevedere (bontà loro) alcuna "interruzione" del servizio ai consumatori: la bozza infatti esclude dall'obbligo di chiusura domenicale tutte le attività dei centri storici, a prescindere dalla dimensione, e tutti i negozi sotto i 150 metri quadri e, nelle città con più di 10mila abitanti, sotto i 250 metri quadri. Insomma, si dice, oltre 400mila negozi in tutta Italia che potranno dunque restare aperti la domenica.

A noi non convince l'obiettivo dell'intervento legislativo: tutelare i lavoratori vessati? Riequilibrare la concorrenza nel settore nel rispetto del pluralismo distributivo? Entrambe le finalità stanno a cuore anche a chi si occupa dei consumatori, ma non siamo certi che questo intervento rispetterà le attese: ma sono le norme sul diritto del lavoro (e la presenza -non sempre all’altezza- dei sindacati che dovrebbero presidiare questi diritti civili). Quanto all'erosione di quote di mercato da parte della Grande Distribuzione in danno dei piccoli esercizi, siamo certi che non ci siano altre strade? Non è colpa delle aperture domenicali! Forse occorre fare di più contro la concorrenza sleale del web e sul fronte delle politiche attive per la tutela degli esercizi di minori dimensioni (del tutto assente nella proposta, come una più generale politica di sostegno ai consumi).

Serve una soluzione condivisa da tutti: vorremmo essere convocati nuovamente, per ricordare a chi ci governa che la proposta è dannosa sia per i consumatori sia per le imprese e corre il rischio di avere negative ripercussioni sotto il profilo occupazionale: secondo i dati, il lavoro festivo vale oltre 130 milioni di fatturato e (vale la pena di ricordarlo) tutti i lavoratori hanno le ore ordinarie domenicali e festive maggiorate del 35% (così come gli straordinari, ben oltre il 50%).

Insomma, capisco la necessità di inseguire il consenso, ma non farlo a danno della collettività: sarebbe un autogol in una partita giocata da una sola squadra in campo! E davvero non ne sentiamo in bisogno!

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Attenzione Agli Acquisti: tutto quello che i consumatori non devono fare quando decidono di comprare qualcosa. Dal supermercato all'e-commerce, passando da bollette impazzite e prodotti difettosi: mai credere alla pubblicità e mai rassegnarsi. Parola del Presidente dell'Unione Nazionale Consumatori

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Commenti (6)

  • Chi lavora la domenica dovrebbe avere l'opportunità di essere : o pagato adeguatamente o riposare in un giorno settimanale a sua scelta. Per il resto io non mi faccio il sangue amaro (ho lavorato con piacere una vita , saltuariamente ,anche i giorni festivi, Natale e Pasqua compresi ) ora per me è anche un piacere fare acquisti sicuri, coerent puntuali, responsabili, "garantiti" su Amazon. Ripeto ho lavorato una vita indifferentemente nei giorni festivi e feriali , importante è guadagnare con rispetto reciproco per il datore di lavoro e per il dipendente .

  • Sono assolutamente d'accordo alla chiusura domenicale ma che sia valida per qualsiasi metratura o posizione dell'attività commerciale. Per esperienza diretta posso dire che la soprattutto i centri commerciali sono divenuti uno spazio di bivacco e passeggio lasciando i bambini a giocare nell'area giochi ed i poveri cani ad impazzire in mezzo alle gambe della gente. Ma in realtà "reali acquirenti" se ne vedono molto pochi. Sarebbe sufficiente riflettere sull'enorme spreco di energia spesa per climatizzare ed illuminare gli ambienti per comprendere come sia inutile e dispendiosa l'apertura domenicale. Sarebbe opportuno riscoprire il piacere di piani@#?*%$re il tempo libero della domenica in tanti altri modi che non siano il misero vagabondare per negozi.

  • Detesto questo governo con tutte le mie forze, ma la storia delle chiusure domenicali e notturne mi pare l'unica cosa sensata che hanno tirato fuori. Hanno portato solo a sfruttamento dei lavoratori e a creare aree piene di sbandati che vanno lì a cazzeggiare e non comprano. I negozi aperti 24 ore al giorno e sette giorni su sette sono una follia, anche perché se non hai soldi non è che li hai di colpo la domenica e la notte. All'estero le aperture domenicali e notturne sono molte meno: la Francia, patria del Carrefour, fa chiudere i suoi supermercati la domenica e dopo le 19 e ricordo di essere stata fatta accomodare fuori da negozi nella zona centrale di Londra alle 18 e 30 in piena estate perché quella era l'ora di chiusura.

  • Io sono un consumatore e penso che quella di chiudere i negozi la domenica sia una delle cose migliori proposte ultimamente. Non ho mai conosciuto un commesso felice di lavorare la domenica, anzi, per quello che ho visto vengono spudoratamente sfruttati. Felicissimo di evitare di fare acquisti la domenica! Non credo assolutamente che questo possa mettere in crisi l’economia di un paese, e se così fosse, vorrebbe dire che il sistema è gravemente malato!

  • Sono un addetto alle vendite nonchè un consumatore:sono stanco di sentire che questa delle chiusure domenicali è un'idiozia e signi@#?*%$ tornarte all'età della pietra!Certe volte fermarsi e ritornare a vecchie abitudini non è così disastroso,chiedetelo a tutti quei negozietti che hanno chiuso a causa della grande distribuzione....Sono nato diversi anni fà ed addirittura c'erano 2 gg di chiusura settimanale e si andava avanti lo stesso!Il punto non sono i servizi al consumatore, che di certo non si dispererà per una Domenica di meno,ma il trattamento e le cazzate che ci hanno riservato in questi anni:dove si diceva che sarebbero aumentato il lavoro e invece è diminuito,che sarebbe aumentata la concorrenza e invece si sta avvicinando sempre di più il monopolio,che ci avrebbero pagato di più e invece gli stipendi non crescono e la Domenica non è pagata affatto al 35% o al 50% come si dice...Io PRENDO 19 EURO PULITE in busta per una DOMENICA LAVORATIVA che è solo la differenza tra un giorno normale e il festivo ,che invece recupero!!!Voi andreste a lavorare per meno di 20 euro o restereste a casa con la famiglia dove ci si vede e si sta insieme sempre di meno??Informatevi!!

    • Il mondo è cambiato e siamo in crisi, quindi lavorare domenica aiuta sia l economia e sia i consumatori.

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