Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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A cura di Massimiliano Dona

Cosa cambia davvero con la rottamazione di Equitalia

Cosa cambia davvero con la rottamazione di Equitalia? Ce lo chiedono in tanti, anche se per orasiamo solo agli annunci: nella legge finanziaria 2017 è prevista l'abolizione di Equitalia, che dovrebbe essere assorbita dall'Agenzia delle Entrate.

Il Governo ha quindi annunciato di volere “cambiare verso” e questo mutamento di rotta si iscrive certamente nella più generale esigenza avvertita da tutti i cittadini, di avere un Fisco veramente più equo e più giusto.

Del resto, era da tempo che con l’Unione Nazionale Consumatori sollecitavamo iniziative decise per cambiare una situazione non più tollerabile: fino ad oggi, 100 euro di tasse non pagate potevano lievitare fino a 250 euro per colpa di sanzioni, interessi di mora e aggi di Equitalia. Ecco perché l’attività di riscossione, bel lungi dall’apparire  “equa”, era giustamente criticata alla stregua di una vera e propria speculazione sulle disgrazie dei contribuenti. E tra questi, anche quelli costretti a saltare il versamento delle imposte per difficoltà economiche o semplicemente per l’incapacità del Fisco stesso di far pagare le tasse con semplicità…

Ora però, dopo gli annunci, dovremo vigilare per essere certi che queste sacrosante aspettative siano rispettate. Nel frattempo possiamo cercare di capire quali effetti potrebbero ricadere sui cittadini-contribuenti: intanto Equitalia non scompare, ma cambia nome. E’ chiaro a tutti che le tasse si devono pagare e chi non le paga deve essere messo in condizione di farlo.

Allora il rischio è che l’idea di “cancellare” Equitalia possa rivelarsi niente di più di un'operazione di propaganda (cambiando il nome, ma non la sostanza). La speranza è che quando Equitalia sarà assorbita dall'Agenzia delle Entrate, verosimilmente questo possa favorire il recupero del dovuto con una operazione di “rottamazione delle cartelle”.

Secondo gli annunci, le cartelle oggetto di rottamazione sarebbero tutte quelle già in fase di rateizzazione e tutte quelle notificate entro il 31 dicembre del 2016 per il recupero di imposte non versate al Fisco, debiti verso l’Inps, contravvenzioni e tributi locali. Questo significa che le cartelle potrebbero essere ridotte anche della metà e oltre, secondo i casi, allo scopo di facilitarne la riscossione.

Non è un condono perché vengono tagliate solo le sanzioni, gli interessi e gli aggi, ma non le imposte che sarebbero pagate per intero. E’ tuttavia apprezzabile lo scopo di agevolare i contribuenti con l'obiettivo di recuperare soldi con l'emissione di nuove cartelle “alleggerite” da saldare in un unico pagamento (o a rate con una dilazione fino a 36 rate pari a 3 anni). E dovrebbe essere cancellato o ridotto anche il cosiddetto onere di riscossione, cioè l’aggio percepito da Equitalia.

Le aspettative sono dunque  altissime da parte dei cittadini; da parte nostra attenderemo il Governo al varco nella speranza che la novità non si riveli soltanto uno spot elettorale.

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