Lunedì, 18 Ottobre 2021
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A cura di Massimiliano Dona

L'euro, i centesimi e altre sventure

La Camera dei Deputati ha approvato una mozione che impegna il Governo a sospendere il conio delle monetine da 1 e 2 centesimi, il che comporta alcuni risparmi che ci trovano ovviamente d'accordo e dunque dico bravi ai parlamentari che hanno promosso questa iniziativa.

Guardando a questa operazione dalla parte dei consumatori, però, mi chiedo se sono stati accuratamente esaminati alcuni possibili "effetti collaterali": considerato, infatti, che in questo Paese nessuno effettua i necessari controlli sulle speculazioni, è evidente che si rischia l'ennesimo arrotondamento per eccesso da parte dei negozianti disonesti.

La storia non è storia nuova, se è vero che proprio alcune furbizie negli arrotondamenti furono l’inizio di tutti i mali che oggi imputiamo all’euro. Intendiamoci, sarebbe superficiale affermare che la crisi economica che avvinghia le famiglie italiane sia dovuta all’introduzione dell’euro: non è così, anzi la moneta europea è stata un fattore di stabilità per la nostra economia che, in sua assenza, avrebbe pagato un prezzo decisamente superiore quando si verificarono le crisi legate ai bond e ai default di alcune grandi imprese.

Ma dobbiamo osservare che fu superficiale il modo con il quale la nostra economia fu traghettata verso l’euro: non furono sviluppate adeguate campagne informative (sarebbe bastato prolungare per un paio d’anni l’obbligo del doppio prezzo di vendita per evitare approfittamenti); non fu accolta la nostra richiesta di introdurre la banconota da 1 euro che avrebbe dato agli italiani la misura del “valore” dei nuovi soldi utilizzati per fare la spesa.

Ecco perché oggi dico che va bene abolire quelle piccole e inutili monete da 1 e 2 centesimi, ma spero anche che si faccia dell’altro, a cominciare dal sospendere l'utilizzo delle banconote di grosso taglio come quelle da 500 euro (ma anche quelle da 200), notoriamente utilizzate solo dalla delinquenza organizzata.

Senza dire che sarei molto più sollevato se i governanti fossero finalmente determinati nell’incentivare la moneta elettronica che prima o poi anche nel nostro Paese dovrà sostituire l'uso del contante che è davvero oneroso per gli aspetti legati alle perdite, alle apparecchiature, ai trasporti, alla sicurezza, alla conservazione, alla vigilanza e all’assicurazione: tutti costi che ricadono sui consumatori.

Insomma, non solo centesimi, è ora di cominciare a fare attenzione al futuro dei pagamenti elettronici!

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