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Il fallimento Mercatone Uno lascia di stucco i consumatori: ma c'è un modo per uscirne!

La notizia ha fatto molto rumore, lasciando di stucco i consumatori: il 23 maggio scorso, il Tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento di Mercatone Uno, nota catena italiana della grande distribuzione di mobili (o meglio della società Shernon Holding srl che nell’agosto 2018 aveva acquistato l’azienda). Dalla scorsa settimana, tutti i punti vendita di Mercatone Uno (oltre 50 in tutta Italia) sono rimasti chiusi, con gravi conseguenze per i lavoratori, ma anche per i consumatori che avevano ordinato arredi e per i quali ora sarà impossibile ricevere la merce.

Da un punto di vista processuale, con l’apertura del rito fallimentare, bisognerà capirequanti sono i creditorie -soprattutto- quanti soldi restano in cassa. Ma per i consumatori il quadro non è roseo, visto che i loro diritti saranno presi in considerazione dopo quelli dei lavoratori e anche dopo quelli egli altri creditori.

In ogni caso, il consiglio per chi avesse fatto un acquisto da Mercatone Uno e non avesse ancora ricevuto la merce, è quello di richiedere di inserirsi nel passivo fallimentare presentando domanda per la quale gli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori si sono già messi a disposizione di centinaia di persone (se sei interessato, ecco il link per contattare i nostri esperti). Per quanto riguarda questa procedura, il termine per l’ammissione al passivoè fissato al 20 settembre 2019, mentre il 22 ottobre 2019 ci sarà l’esame dello stato passivo da parte del Giudice.

Come detto, però, questa strada è abbastanza difficoltosa, anche se non è escluso che la nuova proprietà che dovesse subentrare decida, per scelta commerciale, di rimborsare i precedenti acquirenti, pur non essendo obbligata a farlo. Inoltre, come Unione Nazionale Consumatori, abbiamo chiesto al Ministro dello Sviluppo Economico,Luigi di Maio, l’apertura di un tavolo per discutere di un eventuale fondo di ristoro per i consumatori danneggiati.

In ogni caso per i consumatori che hanno fatto degli ordini a Mercatone Uno, non tutto è perduto: c’è infatti una buona notizia per tutti coloro che hanno pagato con carta di credito o finanziamento.

Se l’acquisto è stato fatto online tramite carta di credito, ricordate che esiste la possibilità di recedere dall’acquisto entro 14 giorni dalla consegna della merce (non essendo avvenuta, l’acquirente è ancora in tempo per inviare questa raccomanda in cui dichiara di voler recedere, cosa che gli dovrebbe garantire la possibilità di attivare una procedura di charge-back, cioè di rimborso a cura dell’operatore della carta di credito). Ma l’acquisto con carta di credito, potrebbe aiutare anche se l’acquisto è stato fatto nel negozio: in questo caso conviene rivolgersi alla banca emittente della carta utilizzata, per richiedere informazioni in merito alla possibilità di attivare il charge-backcontestando il pagamento e chiedendo il rimborso direttamente al circuito di appartenenza della carta di credito (il consiglio è quello di inviare questa richiesta in copia anche all’Unione Nazionale Consumatori: sos@consumatori.it).

Miglior fortuna dovrebbero avere, però, tutti quei consumatori che hanno acquistato i mobili di Mercatone Uno stipulando un contratto di finanziamento con una banca o finanziaria: in questi casi, infatti, il Testo Unico Bancario (dlgs 385/93) offre specifiche tutele a chi acquista a rate un bene nel caso di mancata consegna per grave inadempimento da parte del fornitore! La legge prevede che il consumatore abbia diritto alla risoluzione del contratto di credito, con obbligo, per la società finanziaria di rimborsare al consumatore le rate già pagate e il consumatore non dovrà pagare ulteriori rate.

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Per attivare questa tutela, è necessario mettere in mora il venditore e diffidare la finanziaria al riumborso: anche per questo, gli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori sono a disposizione dei consumatori truffati per offrire assistenza!

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Attenzione Agli Acquisti: tutto quello che i consumatori non devono fare quando decidono di comprare qualcosa. Dal supermercato all'e-commerce, passando da bollette impazzite e prodotti difettosi: mai credere alla pubblicità e mai rassegnarsi. Parola del Presidente dell'Unione Nazionale Consumatori

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