Mercoledì, 16 Giugno 2021
AAA... acquisti

Opinioni

AAA... acquisti

A cura di Massimiliano Dona

E finalmente arrivò il giorno di Iliad (mentre Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb continuano a fare pasticci).

Iliad è da ieri un nuovo operatore nel mercato della telefonia mobile in Italia. E si è presentata con una offerta shock: un solo piano tariffario che sembra troppo bello per essere vero (tanto servizio a bassissimo prezzo), ma soprattutto, se vogliamo credere alle parole dell’Ad Benedetto Levi, si tratterebbe di una bolletta senza sorprese e "per sempre" (almeno per il primo milione di clienti, secondo l'annuncio). 

Tutto bene dunque? Dal punto di vista dei consumatori, sembrerebbe un bel salto di qualità, ma forse, volendoci porre in una logica di “sistema” verrebbe da chiedersi se i prezzi proposti siano sostenibili... A queste condizioni, non si corre forse il rischio di mettere fuori mercato i più deboli tra gli operatori attuali? Non dimentichiamo che tutto ciò lascia sul tavolo interrogativi che, in ogni caso, finiranno per pesare anche sull’interesse del consumatore.

Con l’Unione Nazionale Consumatori denunciammo fin da subito i rischi di quella guerra dei prezzi al ribasso che, durante l’estate di tre anni fa, posò le premesse delle nefandezze che hanno poi danneggiato i clienti in tempi recenti (dalla famigerata vicenda della fattura a 28 giorni agli inganni sulla “finta” fibra o sui costi nascosti).

Forse è troppo presto per accennare a simili scenari, quindi, intanto, benvenuta Iliad! Benvenuta pur tra i dubbi che qualcuno avanza sulla copertura di rete e su qualche defaillance d’esordio (ci hanno già segnalato presunte irregolarità nella raccolta dei dati al momento dell’attivazione del contratto). Staremo a vedere.

Iliad avrà successo? Molto dipenderà dal livello "reale" di etica che l’operatore saprà proporre: il mercato italiano della telefonia è letteralmente disastrato e i consumatori attendono un salvatore... Se sarà la Company francese, lo capiremo subito. Per certi versi, fare meglio di quanto accaduto recentemente in Italia in danno dei consumatori non dovrebbe essere difficile. Gli operatori tradizionali (Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb) non ne hanno azzeccata una in un settore dove la responsabilità sociale di impresa (la celebrata CSR) è sembrata una icona vuota di contenuti: certo qualcuno ha cercato di proporsi in modo più trasparente, per poi però cadere su altri versanti. Sembra il caso di Fastweb che, dopo aver rivendicato la propria onestà sui costi nascosti, si è beccata proprio ieri (ironia della sorte, in concomitanza con il lancio di Iliad) la censura del Garante Privacy su telemarketing selvaggio e profilazione utenti.

I dettagli (secondo quanto riferisce Help Consumatori) fanno scalpore: all’esito degli accertamenti, da gennaio 2016 a ottobre 2017, sono state riscontrate innumerevoli irregolarità da parte di Fastweb, in particolare relative ad attività di marketing effettuate in assenza del consenso degli interessati. L’Autorità ha anche rilevato un numero considerevole di telefonate verso numerazioni proposte autonomamente dai partner di Fastweb – oltre 8 milioni di telefonate riferibili a 2,7 milioni di persone – e non inserite nelle cosiddette liste di contattabilità trasmesse dalla compagnia telefonica (cd. “fuori lista”). In questi casi la società non era in grado di garantire che le persone contattate non si fossero iscritte al “registro delle opposizioni” o non si fossero comunque opposte a contatti commerciali. E ancora: il Garante avrebbe rilevato forme di profilazione della clientela, come l’indicazione “persona anziana” oppure “alto” o “basso spendente”, che erano definite sulla base di dati imprecisi e, comunque, senza aver preventivamente raccolto il consenso informato degli interessati.

A seguito degli accertamenti, Fastweb ha modificato le procedure e aggiornato i propri sistemi per cercare di risolvere i problemi riscontrati, ma il Garante della privacy ha comunque vietato alla compagnia telefonica di trattare ulteriormente, per finalità di marketing, i dati dei consumatori senza il loro consenso.

Insomma, la strada per fare meglio nel settore della telefonia è spianata: Iliad saprà dare una scossa a un mercato poco concorrenziale e talvolta appiattito su comportamenti scorretti?

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E finalmente arrivò il giorno di Iliad (mentre Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb continuano a fare pasticci).

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