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Maxi-multa per Volkswagen: condanna di 5 milioni di euro per il dieselgate, ma non parliamo di classaction.

L'Antitrust ha inflitto una sanzione di cinque milioni di euro a Volkswagen "per aver posto in essere una pratica commerciale scorretta". Era la notizia che tutti i consumatori coinvolti nello scandalo  delle emissioni truccate stavano aspettando.

Da un punto di vista "politico" è una grande vittoria per i clienti Volkswagen che (giustamente) si sono sentiti traditi dalla casa automobilistica tedesca. La sanzione di 5 milioni di euro corrisponde al massimo edittale previsto per le procedure davanti all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e rappresenta quindi una pietra tombale sulla ridicola difesa fatta da Volkswagen in Italia. Ma cosa cambierà concretamente per chi spera in un risarcimento? Qui il discorso si fa più complicato.

Da un lato, questi importi restano comunque ben lontani dalle sanzioni che la Volkswagen rischiava negli Stati Uniti e che l'hanno indotta a scendere a compromessi rispetto ai risarcimenti. Ora spero che anche in Italia la società intenda aprire un serio dialogo con tutte le Associazioni di consumatori (mentre finora ne ha scelte solo alcune, imponendo loro il segreto verso l'opinione pubblica!).

Ma soprattutto in italia mancano due cose. Da un lato, attendiamo che anche il ministero dei Trasporti esprima una posizione definitiva, consentendo così di avere le basi per un ragionevole confronto: purtroppo su questo sono pessimista, almeno fin quando il ministro Graziano Delrio non la smetterà di farsi fotografare insieme a quel Massimo Nordio, amministratore delegato della casa tedesca in Italia che finora si è fatto beffe dei consumatori nostrani.

D'altro lato, da noi manca una vera classaction: è per questo motivo che invito i consumatori a non credere alle stesse Associazioni dei consumatori che dovessero chiedere quote di iscrizione per partecipare ad iniziative troppo lunghe e difficili (soprattutto perchè non è ancora chiaro se un danno si sia realizzato e in che misura). Attenzione quindi agli annunci a sensazione su class-action impossibili (come potete leggere in questo articolo)

Solo dopo aver accertato questo danno (e il provvedimento dell'Antitrust non definisce la misura di eventuali risarcimenti), si potrà, forse parlare di indennizzi. Per ora ci resta il rammarico per la pochezza della tutela italiana, pensando a quanto diversa sia la condizione rispetto al consumatore americano... per scoprirlo, vi invito a leggere questo comunicato stampa dell'Unione Nazionale Consumatori.

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Attenzione Agli Acquisti: tutto quello che i consumatori non devono fare quando decidono di comprare qualcosa. Dal supermercato all'e-commerce, passando da bollette impazzite e prodotti difettosi: mai credere alla pubblicità e mai rassegnarsi. Parola del Presidente dell'Unione Nazionale Consumatori

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