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Venerdì, 3 Febbraio 2023
AAA... acquisti

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A cura di Massimiliano Dona

Avete notato quei prodotti fuori contesto inquadrati durante programmi televisivi come L'Eredità su Raiuno?

Il product placement è quella forma di comunicazione commerciale avente per oggetto l’esposizione visiva (ma anche orale o scritta) di marchi o prodotti che si realizza inserendo in un programma televisivo (o nelle scene di un’opera filmica) immagini o menzione degli stessi, in modo perfettamente integrato e coerente al contesto narrativo.

L’ammissibilità del product placement anche in ambito televisivo è stata espressamente stabilita con la direttiva 2007/65/CE relativa ai servizi di media audiovisivi che ha ribadito il divieto di "pubblicità occulte" a causa dei loro effetti negativi sui consumatori: tuttavia il divieto non va applicato all’inserimento legittimo di prodotti nel caso in cui il telespettatore sia adeguatamente informato dell’esistenza di tale inserimento.

Ora perchè è bene parlarne? Per la giusta irritazione di alcuni telespettatori che si sono rivolti agli sportelli dell'Unione Nazionale Consumatori circa l'invasività di alcune "presenze" di prodotti all'interno di programmi di intrattenimento della Rai: in particolare ci vengono segnalate le insistenti inquadrature dell'acqua Lete durante il programma "L'Eredità" di RAIUNO.

Secondo gli ascoltatori le inquadrature indugiano eccessivamente sul prodotto senza che ciò sia motivato da ragioni di "narrazione": ed in effetti, da un sommario esame del caso, credo che il reclamo sia giustificato! Del resto è proprio la direttiva a fornire una definizione esplicita di “inserimento di prodotti” e ha provveduto a tracciare un quadro giuridico della materia, idoneo ad orientare gli interventi legislativi dei singoli Stati membri.

In particolare l’art.1, lett. m) della direttiva ha definito “l’inserimento di prodotti” come “ogni forma di comunicazione commerciale audiovisiva che consiste nell’inserire o nel far riferimento a un prodotto, a un servizio o a un marchio così che appaia all’interno del programma, dietro pagamento o altro compenso”. In linea di principio, come dicevo, la direttiva ha vietato l’inserimento di prodotti salvo che lo Stato membro decida altrimenti: al fine di garantire un’adeguata tutela dello spettatore, la direttiva ha precisato che l’inserimento di marchi e prodotti all’interno di un programma debba, comunque, avvenire in modo tale da:

• non incoraggiare direttamente l’acquisto di beni e servizi, in particolare facendo espliciti riferimenti ad essi:

• non dare indebito rilievo ai marchi e prodotti oggetto di inserimento.

A tale ultimo riguardo, va evidenziato che la coerenza del product placement nella narrazione è da valutarsi con riguardo alla naturalezza dell’inserimento. Possiamo sostenere, quindi, che il placement sarà quindi giustificato (e lecito) solo nel caso in cui il prodotto o il marchio entrino facilmente nello sviluppo narrativo senza “forzature”. Insomma il prodotto deve corrispondere a ragioni pertinenti allo stile e al contenuto del programma e non deve essere inquadrato eccessivamente a lungo o con insistenza ingiustificata.

Ecco perchè, con l'Unione Nazionale Consumatori stiamo valutando un esposto all'Autorità Garante della Concorrenza e all'Autorità per le comunicazioni, visto che nel corso del programma d’intrattenimento leggero denominato “L’eredità”, in onda su RAIUNO viene insistentemente inquadrata una bottiglia di acqua minerale di marca “Lete” posta sopra un tavolo che -qui sta il punto- non viene mai utilizzata dal conduttore o dai concorrenti per dissetarsi e quondi costituisce un “indebito rilievo” del prodotto nel programma, organizzato "ai danni" dell'ignaro telespettatore.

Se anche a te è capitato di notare un product placement non contestualizzato, puoi segnalarmelo alla email sos@consumatori.it

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