Giovedì, 21 Ottobre 2021
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A cura di Massimiliano Dona

Quei privilegi che schiacciano il merito

Lo ha detto senza mezzi termini un paio di giorni fa, il Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, Giovanni Pitruzzella (nella foto), durante la sua Relazione annuale: la sfida dei tempi moderni è quella al "crony capitalism", il capitalismo di relazione basato sugli intrecci tra pochi grandi potentati economici ed il potere politico e amministrativo.
Si è trattato di un vero e proprio anatema contro i nemici della concorrenza e dell'innovazione che sono proprio quei privilegi che mortificano i meriti e aggravano le diseguaglianze facendo del nostro mercato il luogo dove vincono furbi ed approfittatori e a perdere sono i giovani e coloro che rispettano le regole.
Senza tanti giri di parole si sono fatti i nomi di quei settori dove tuttora imperano gli ex-monopolisti che talvolta hanno continuato ad avere privilegi sanciti da norme di legge, che hanno effetti distorsivi del confronto concorrenziale: da certe esezioni fiscali in favore di Poste Italiane agli abusi di posizione dominante da parte di Telecom Italia o del Gruppo FS, senza dire del mercato dell’RC Auto, dove (secondo l'Antitrust) i prezzi per le polizze pagati dai consumatori sono tra i più alti d’Europa, o del settore bancario dove "occorre continuare il processo di rescissione dei legami personali tra diversi istituti", fino a quel “capitalismo municipale", basato sulla connessione tra apparati e società da essi controllate o partecipate che erogano servizi pubblici. 
Insomma il quadro di una società ancora bloccata e per certi versi soggetta a rendite di posizione e grandi potentati. Di questo scenario sono (ahinoi) vittime predestinate i consumatori, ai quali però dobbiamo dare un messaggio positivo e non certo di passiva rassegnazione: ciascuno di noi deve sapere che agli abusi del mercato si deve reagire segnalando ogni ingiustizia (anche attraverso il nostro sito www.consumatori.it) perchè solo in questo modo è realizzabile quella concorrenza effettiva che consente alle aziende maggiormente produttive di prendere il posto degli operatori meno efficienti promuovendo investimenti e innovazione.
Un mercato basato sui meriti (e non invece sulle rendite di posizione) è l'unico ambiente possibile per una sana ripresa economica e solo in questo contesto i consumatori potranno aspirare ad una nuova stagione di civiltà nel rispetto dei loro diritti.

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