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Martedì, 31 Gennaio 2023
AAA... acquisti

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A cura di Massimiliano Dona

Telemarketing aggressivo: il lavoro della lobby dei call center mette in pericolo la legge anti scocciatori.

Il periodo natalizio porta con sé un “fiorire” di offerte, promozioni e iniziative commerciali, ma anche una recrudescenza del telemarketing molesto: sarà capitato anche a voi di ricevere quelle odiose chiamate con le quali ci viene proposto di tutto. Chi ci chiede di cambiare operatore di energia, chi propone un servizio aggiuntivo per la pay-tv, chi di attivare una extra fornitura di traffico dati sul nostro conto telefonico.

Chiamano call center da ogni parte d’Italia (e d’Europa), con operatori che non sempre parlano bene la nostra lingua (o forse preferiscono non farsi capire?) e talvolta sono persino aggressivi nei confronti del malcapitato che riceve la telefonta, ormai a tutte le ore del giorno.

Come ho già raccontato, gli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori registrano da anni una vivace protesta da parte di cittadini vessati (alcuni giungono a tenere il telefono staccato pur di non essere disturbati) consapevoli ormai tutti che gli strumenti di tutela previsti dalla legge non sono poi così efficaci. Esiste infatti un Registro dove è possibile iscrivere il proprio numero per dichiarare di non voler essere chiamati, ma non è risolutivo perché ad oggi possiamo iscrivere solo i numeri fissi e non i cellulari, dove invece si scatena la maggior parte del teleselling selvaggio.

Abbiamo lanciato la campagna #nondisturbarmi che ha raccolto decine di migliaia di adesioni e ha prodotto un primo utile risultato già questa estate con l’approvazione in Senato del disegno di legge 2603, attualmente in discussione alla Camera. La norma prevede un significativo innalzamento della tutela:

  • Possibilità di iscrivere al Registro delle opposizioni anche i numeri di telefonia mobile (oggi non è possibile);
  • una volta iscritti al registro, tutti i consensi dati in precedenza (sia online che offline) vengono cancellati;
  • obbligo per gli operatori dei call center di indicare all’utente come hanno ottenuto i suoi dati personali (da elenchi pubblici o acquisto di banche dati?).;
  • prefisso unico per rendere riconoscibili le chiamate telemarketing (così sarà il destinatario a decidere se rispondere o meno).

Insomma a livello legislativo si sta facendo molto per arginare il telemarketing selvaggio, anche se la Camera ha fatto qualche modifica: nella nuova versione il prefisso unico anti-scocciatori raddoppia (uno per riconoscere le chiamate commerciali ed un altro per le indagini statistiche), inoltre il testo consente ora agli operatori che non si adeguano al prefisso unico, la facoltà di rendere la linea richiamabile dal consumatore (che in questo modo potrà tutelarsi più agevolmente, se del caso tramite una organizzazione di consumatori).

Infine, rispetto al passato, sono fatti salvi i consensi prestati nell’ambito di specifici rapporti contrattuali in essere, ovvero cessati da non più di trenta giorni aventi a oggetto la fornitura di beni o servizi, per i quali è comunque assicurata, con procedure semplificate, la facoltà di revoca.

Anche se ci siamo espressi in modo critico rispetto a queste modifiche, ora dobbiamo compattarci per portare a casa la legge: il rischio, infatti, è che la lobby dei call center riesca ad affossarla, vista anche l’imminente fine della legislatura: per questo qualche giorno fa ero a Genova, in occasione di un forum organizzato dal quotidiano Secolo XIX insieme agli onorevoli Lorenzo Basso e Stefano Quaranta (nella foto), per sollecitare una rapida approvazione! Anche se non del tutto soddisfacente, dobbiamo fare per fermare questa incivile pratica di aggressione operata dai call center scorretti.

Per questo, chiediamo a tutti di attivarsi: firma la nostra petizione.

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