rotate-mobile
Domenica, 28 Novembre 2021
Valori, non opinioni

Opinioni

Valori, non opinioni

A cura di Marilia Parente

Se continui a sbagliare, pagherò io per te: ecco come educare i più "ribelli"

Le avevamo provate tutte. Dal dialogo, all'indifferenza, alla punizione, al coinvolgimento dei suoi stessi coetanei. Ma ogni giorno sbagliava di più, percorrendo un nuovo passo verso una meta sempre meno promettente. Del resto si sa: i passi dalla disobbedienza, al bullismo e, infine, alla delinquenza, sono infinitamente piccoli. Intendo, quindi, condividere con voi una piccola storia di vita, nella speranza possa essere utile e salvifica per genitori, educatori, fratelli maggiori o più semplicemente amici. Sì, perchè non è necessario ricoprire un ruolo specifico per migliorare o lanciare un messaggio positivo al prossimo. Non lo fanno solo gli insegnanti, i catechisti o gli educatori. E guai, del resto, fosse così: ecco perchè credo che ognuno possa trarre utilità, nel suo piccolo, da questo pezzettino di verità.

C'era una volta un ragazzino che chiameremo Daniele. Poco più di 13 anni e già fonte inesauribile di preoccupazione e sospiri per chi lo circonda. Non tanto per i suoi genitori, impegnati in mille irrinunciabili attività che, puntualmente, vengono prima del figlio. Ma quanto per educatori, insegnanti ed altri amici che lo seguono nei tantissimi laboratori, sport e svaghi vari ai quali i genitori tengono tanto lui partecipi. Ricordate il post circa i bambini ricchi di impegni ma poveri di amore? Ecco, decisamente attinente al caso direi. Ma non divaghiamo. Daniele: è lui il protagonista di questo illuminante episodio che rappresenta per me un insostituibile insegnamento. Daniele non ha voglia di impegnarsi in nulla, ma tenta disperatamente di attirare l'attenzione. Per attenzione, intendiamo ovviamente anche cure e affetto. Probabilmente quelle cure e quell'affetto che le persone più importanti della sua vita gli negano sin da quando è molto piccolo. Inutile rimproverarlo, metterlo in disparte, chiedere ai compagni di ignorare i suoi sfottò o la sua distrazione rispetto alle attività in cui dovrebbe cimentarsi. Sembra davvero non vi sia soluzione. Un giorno, però, una delle educatrici ha un'idea. Basta con punizioni, basta anche con discorsi e tentativi di confronto: a Daniele proprio non interessano e sa bene che nessuno si aspetta nulla da lui, quindi non rischia neppure di farsi mordere dal senso di colpa. All'ennesima presa in giro nei confronti di un suo amico che si stava impegnando in una recita, l'educatrice decide di non fare ciò che Daniele si aspetta. Il 13enne, infatti, attende di sentirsi dire: "Ora è troppo, sei stato avvisato: sei fuori dall'opera teatrale. Non reciti più". Invece, per la sorpresa di Daniele e dei suoi compagni, l'educatrice gli spiega: "Va bene Daniele, ho capito che la recita proprio non ti piace, nè tantomeno ti interessa realizzare questo spettacolo di beneficenza. Ma ho deciso che la punizione la prendo io. Da domani, sono esclusa: non farò più parte delle tue educatrici. Evidentemente, non ne sono all'altezza". "Ma no, che c'entra! - controbatte Daniele - Mica l'hai preso in giro tu a Gennaro? Perchè devi punirti tu?". "Perchè se non riesco a coinvolgerti come dovrei, vuol dire che non merito di essere una educatrice: vuoi darmi un'altra possibilità?". E Daniele, un po' stordito, annuisce. "Facciamo così - riprende lei - Se sbaglierai di nuovo, vengo sospesa per due lezioni. E se lo farai ancora, sarò esclusa definitivamente dal laboratorio di teatro". "Ma non è giusto", ribatte ancora il ragazzo. "Sì, non lo è: far subire ad un altro un'ingiustizia per mezzo tuo, è la punizione peggiore che ti possa spettare. Ma a volta è l'unica possibile. Ed è per questo che sono sicura che tu non sbaglierai più". Da quel giorno, Daniele, inizialmente a fatica, poi pian piano con maggiore scioltezza, imparò a non sbagliare più. Fine della storia.

Non  credo possa esserci altro da aggiungere. Non mi resta che augurarvi di sentire sulla vostra pelle la gioia di scoprire come in tutti i ragazzi, anche in quelli sui quali pare davvero non si possa contare, si nasconda un piccolo principe assetato di giustizia e di amore che non attende altro che un'occasione per dimostrarlo.

Chi è Marilia

Si parla di
Sullo stesso argomento

Se continui a sbagliare, pagherò io per te: ecco come educare i più "ribelli"

Today è in caricamento