Giovedì, 21 Ottobre 2021
Valori, non opinioni

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A cura di Marilia Parente

Il coraggio: dono o scelta? La lezione di Davide Annunziata e Pierluigi Caroccia

Il coraggio è un dono o è una scelta? Secondo Manzoni la risposta giusta è la prima, come scrive nei Promessi Sposi, a proposito di Don Abbondio che cede alla paura dei Bravi: Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare. Secondo me, invece, la paura non è una condanna del destino, né una condizione immutabile. Certo, esistono persone che provano meno o più paura di altre. Ma il coraggioso non è esente dalla paura. La vive proprio come gli altri, ma ad essa riesce ad anteporre qualcosa di più importante. Dandole meno peso, riesce a superarla, in virtù di valori e ideali, magari, per i quali vale la pena rischiare. Ho avuto il privilegio di incontrare, nell'ambito di un'iniziativa di volontariato, due piccoli eroi che hanno fornito una splendida lezione di vita a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di ascoltarli. Ed è mio piacere dar spazio alla loro storia anche in queste poche righe, augurandomi di far un regalo a tutti coloro che avranno il coraggio di accettarlo. I due esempi di cui vi scrivo sono Pierluigi Caroccia e Davide Annunziata. Giovanissimi, con storie differenti alle spalle, incarnano due esempi di vita più che virtuosi. Il primo è noto come il bagnino-eroe, unico vivente per il quale è in via d'assegnazione la medaglia d'oro al valor civile per aver salvato due ragazzine che stavano annegando ed aver pagato il suo nobile gesto con diversi giorni di coma. Il secondo, dopo essere guarito da una grave patologia nell'infanzia, torna spesso da volontario nel Dynamo camp, struttura che ospita bimbi con serie problematiche di salute e che Davide ha conosciuto da paziente negli anni della malattia. Questi due giovanissimi hanno fornito una lezione di vita preziosa a tutti. "Io non mi sento eroe, ho fatto solo il mio dovere di bagnino - dice Pierluigi Caroccia - Quello che ho fatto, lo rifarei altre 100 volte. Ho avuto paura, come la avrebbe avuta chiunque perchè il mare era agitatissimo. Ma in quel momento l'importante era provare a salvare quelle due ragazzine".

"La vita non è bella, è bellissima. Va vissuta in ogni respiro, senza mai abbattersi dinanzi alle difficoltà. Quando ero arrivato in ospedale (mi hanno raccontato) tutti  erano convinti che solo un miracolo mi avrebbe salvato: grazie alla mia forza di volontà e all'aiuto divino, sono ancora vivo e sono qui per testimoniare il valore della vita", ha concluso. Toccanti, poi, le parole di Davide Annunziata: "Qualcuno che come me ha conosciuto la malattia, ha preferito dimenticare la sofferenza per non rivivere quel dolore, ma io ho capito che nulla vale la gioia che il sorriso di un bambino in difficoltà riesce a donare", racconta Davide che ha scelto di ricordare per sorridere e far sorridere. "Il Dynamo camp è una struttura unica: lì ogni bambino è trattato come gli altri. Ai volontari non viene detto che tipo di patologia hanno i piccoli, apposta per far sentire tutti integrati: in quel posto ci si dimentica dei problemi e si riscopre la gioia di sorridere tutti insieme. Io consiglio a tutti di visitarlo: guardando la forza e ricevendo gli insegnamenti dei bambini ospitati dal Dynamo, si impara molto". Davide e Pierluigi hanno scelto di vivere la loro vita in modo coraggioso. E riescono nell'intento. Perchè il coraggio, in fondo, è una scelta.

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