rotate-mobile
Mercoledì, 19 Giugno 2024
Valori, non opinioni

Valori, non opinioni

A cura di Marilia Parente

Natale è alle porte: la fiaba di un lupo per evitare di non accoglierlo

Il Natale ormai è alle porte. Il timore che sto riscontrando in molte persone, compresa la sottoscritta, è che possa volar via senza prima essere stato realmente afferrato. Afferrato nel senso più vero del termine. Abbiamo tanti spunti per provvedere ai regali, poco tempo (ed in molti casi anche pochi euro) per recarci a comprarli e rischiamo, come spesso accade, di trovarci il 26 dicembre a dire "E' già tutto finito?". Non esiste nulla di meno bello che dimenticare di vivere e sentire, nel profondo, le festività. Certo, ai nostri giorni, appare "strano" chi preferisce ritagliarsi tempo per prender parte a qualche messa in più, tentando di avvicinarsi al Festeggiato, Gesù, piuttosto che chi invece, magari anche professandosi non credente, si concede qualche giorno di ferie per andar in cerca dei doni da sistemare in bella vista sotto il proprio sfavillante albero che, ahimè, di brillante ha solo le luci.

Prendendo le distanze da tutto ciò, mi sono ripromessa di cercare il Natale nei suoi luoghi autentici: azioni benefiche, momenti di silenzio inteso come riflessione e raccoglimento e, soprattutto, negli sguardi dei più piccini. Nello stupore e nella gioia lontana da falsi sorrisi, infatti, si avverte, aprendo il cuore, il senso del Natale. In particolare, mi sono trovata, per mia fortuna, ad assistere al presepe vivente di alcuni bimbi, in una scuola, a cui ho dedicato un articolo. Trascinati dalla loro dirigente scolastica, i piccoli si sono cimentati nella perfomance, calandosi perfettamente nei personaggi. Ad un tratto, una  lettura a mio avviso commovente, mi ha ricordato il cambiamento di cui è portatore il Natale. E' proprio quell'atteggiamento, quello spirito diverso che ci consente uno slancio verso il futuro, lavorando per il miglioramento di noi stessi e di quello che ci circonda. A credere nei cambiamenti o, anche nei miracoli, intanto, pare che siamo sempre di meno. Ma ci siamo. E questo deve dar lo spunto per lottare ancora. Per non abbandonarsi a quanto di arido alberga nelle nostre coscienze. Vi riporto, quindi, la fiaba di cui molti di voi, probabilmente, già saranno a conoscenza, convinta che potrà lasciarvi il suo splendido messaggio. Che sia per tutti un Natale ricco di cambiamenti luminosi.

C'era una volta un lupo. Viveva nei dintorni di Betlemme. I pastori lo temevano tantissimo e vegliavano l'intera notte per salvare le loro greggi. C'era sempre qualcuno di sentinella, così il lupo era sempre più affamato, scaltro e arrabbiato. Una strana notte, piena di suoni e luci, mise in subbuglio i campi dei pastori. L'eco di un meraviglioso canto di angeli era appena svanito nell'aria. Era nato un bambino, un piccino, un batuffolo rosa, roba da niente. Il lupo si meravigliò che quei rozzi pastori fossero corsi tutti a vedere un bambino. "Quante smancerie per un cucciolo d'uomo" pensò il lupo. Ma incuriosito e soprattutto affamato com'era, li seguì nell'ombra a passi felpati. Quando li vide entrare in una stalla si fermò nell'ombra e attese.
I pastori portarono dei doni, salutarono l'uomo e la donna, si inchinarono deferenti verso il bambino e poi se ne andarono. Gli occhi e le zanne del lupo brillarono nella notte: stava per giungere il suo momento. L'uomo e la donna stanchi per la fatica e le incredibili sorprese della giornata si addormentarono. "Meglio così" pensò il lupo, "comincerò dal bambino". Furtivo come sempre scivolò nella stalla. Nessuno avvertì la sua presenza. Solo il bambino. Spalancò gli occhioni e guardò l'affilato muso che, passo dopo passo, guardingo ma inesorabile si avvicinava sempre più. Gli occhi erano due fessure crudeli. Il bambino però non sembrava spaventato. "Un vero bocconcino" pensò il lupo. Il suo fiato caldo sfiorò il bambino. Contrasse i muscoli e si preparò ad azzannare la tenera preda. In quel momento una mano del bambino, come un piccolo fiore delicato, sfiorò il suo muso in una affettuosa carezza. Per la prima volta nella vita qualcuno accarezzò il suo ispido e arruffato pelo, e con una voce, che il lupo non aveva mai udito, il bambino disse: "Ti voglio bene, lupo". Allora accadde qualcosa di incredibile, nella buia stalla di Betlemme. La pelle del lupo si lacerò e cadde a terra come un vestito vecchio. Sotto, apparve un uomo. Un uomo vero, in carne e ossa. L'uomo cadde in ginocchio e baciò le mani del bambino e silenziosamente lo pregò. Poi l'uomo che era stato un lupo uscì dalla stalla a testa alta, e andò per il mondo ad annunciare a tutti:"E' nato il bambino divino che può donarvi la vera libertà! Il Messia è arrivato! Egli vi cambierà!".

Cambiare le creature semplicemente amandole.

Chi è Marilia

Si parla di

Natale è alle porte: la fiaba di un lupo per evitare di non accoglierlo

Today è in caricamento