rotate-mobile
Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Valori, non opinioni

Opinioni

Valori, non opinioni

A cura di Marilia Parente

Quando la violenza batte lo sport: Salernitana-Nocerina, derby della vergogna

Giocatori ostaggio di Ultras violenti o solidarietà per lo "sgarro" incassato dalla propria tifoseria? Saranno le autorità competenti a far luce sulla vicenda, ma intanto un manto di vergogna non può che stendersi sul derby Salernitana-Nocerina  sospeso questa mattina allo stadio Arechi. Iniziata già in ritardo, la partita tanto aveva fatto discutere nei giorni precedenti, per la decisione del Prefetto di Salerno di sbarrare l'ingresso alla squadra ospite e di sospendere la metropolitana nella fascia oraria interessata alla sfida, per ragioni di sicurezza. Eppure nessuno si sarebbe mai aspettato un finale del genere.

A circa mezz'ora dal fischio d'inizio fissato alle 12.30, giunge la notizia che annuncia che squadra rossonera non scenderebbe in campo per delle non meglio precisate minacce di morte ricevute in albergo a Mercato San Severino, all'atto della partenza per Salerno. Il riscaldamento pre-gara viene effettuato dalla sola Salernitana, la Nocerina resta in tuta nelle immediate vicinanze degli spogliatoi. Il senso del grottesco e del paradosso di questa giornata, raggiunge uno dei punti più alti quando il tecnico ospite, Fusco, sostituisce ben tre giocatori dopo neanche 2' di gioco, precludendosi la possibilità di effettuare sostituzioni. Uno dei giocatori, Remedi deve gettare la spugna per infortunio e lascia la squadra in inferiorità numerica, seguito a ruota dal suo compagno Hottor che lascia il campo con l'ausilio dei sanitari. Non finisce qui: al 15' Danti è l'altro infortunato della Nocerina, al 20' è Kostadinovic ad arrendersi e a lui va subito ad aggiungersi il compagno Lepore, ancora barella in campo. La Nocerina resta in sei e l'arbitro deve già decretare la fine di una partita mai cominciata: 3-0 per i Granata come da regolamento.

Personalmente, non sono una patita di calcio, ma questo assurdo episodio ha scosso anche me. Se è vero, infatti, che alcuni tifosi violenti hanno minacciato i giocatori, davvero c'è da porsi una serie di interrogativi tutt'altro che semplici da risolvere. Come può un Ultras pretendere dai giocatori per cui esulta, il non gioco? A che livello si trova il timore del giocatore terrorizzato a tal punto da assecondare il capriccio del suo tifoso? La fede sportiva, se così è stato, sia da parte di chi scende in campo, sia da parte di chi parteggia per la sua squadra dagli spalti, deve essere inevitabilmente corrotta. Ma partiamo dall'inizio: a scatenare la bestia, è stata una decisione a mio avviso discutibile. Consentire solo ad una squadra di assistere al derby non può essere considerata decisione di buon senso. Perchè i Granata sì ed i Rossoneri no? Se le due tifoserie hanno suscitato dubbi circa il rispetto dell'ordine, allora sarebbe stato giusto impedire ad entrambe l'ingresso, tenendo il derby a porte chiuse.

Ma ciò che si è verificato in campo, rende improvvisamente più digeribile la scelta del Prefetto, risultata inizialmente esagerata per certi versi. Evidentemente, qualcosa di marcio, in questo derby c'era. Ed è venuto fuori in tutta la sua prepotenza, dando ragione ad una ordinanza che, di imparzialità, diciamolo, ne aveva ben poca. Forse la bestia non sarebbe venuta fuori se ai nocerini non fosse stata sbarrata la strada? Può darsi. Ma ciò che è certo è che, ancora una volta, la violenza è riuscita inesorabilmente a battere lo sport. Una constatazione amara che dovrebbe portare tutti a far un lungo esame di coscienza. Ed i primi a non arrendersi a questa battaglia per oggi persa, palesando la propria indignazione, devono essere i tifosi, coloro che davvero amano il calcio e che, mai come in questi casi, hanno il dovere di impegnarsi per evitare il contagio del marcio. Sta a loro, adesso, ancora una volta, rimboccarsi le maniche e prendere le distanze dai violenti, senza tentare sterili giustificazioni da una parte e dall'altra. Ciò che è violenza, è sbaglio. Su questo nessun dubbio. E per assimilare al meglio questo concetto, consiglio di trattenere ancora un po' in bocca l'amaro sapore di questa domenica pomeriggio. Da non dimenticare, da non ripetere.

Chi è Marilia

Si parla di
Sullo stesso argomento

Quando la violenza batte lo sport: Salernitana-Nocerina, derby della vergogna

Today è in caricamento