Mercoledì, 24 Febbraio 2021
Valori, non opinioni

Valori, non opinioni

A cura di Marilia Parente

In attesa del 110, posta foto hot per avere un motorino: merita la laurea?

"In attesa del 110 giovane laureanda invia le proprie foto": questo l'avviso di Mary, una studentessa dell'università Federico II di Napoli che, mostrando la sua scollatura, si è detta disposta ad inviare agli interessati sue foto hot, per racimolare soldi necessari ad acquistare uno scooter nuovo. Ha aperto anche un profilo Facebook: "Maryinattesadi110", per favorire la "raccolta". "Fai bene Mary, altro che finti perbenisti e moralisti": ha commentato qualcuno sul suo profilo. La domanda, a quest'ultimo post è, "fai bene a far cosa?". Forse a vantarti che le tue foto siano richieste dagli amanti dell'hot (spettatori, peraltro, tra i meno esigenti in assoluto)? O forse fai bene a metterti in vendita per poter acquistare (poverina!) uno scooter nuovo in una città con metro e bus? O ancora, fai bene a palesare, una volta e per tutte, che l'intelligenza di una persona non è quantificabile con la media dei voti a scuola o all'università?

Davvero la storia di Mary lascia l'amaro in bocca. Se poi si tratta di una provocazione, beh sottolinierei che è pessimamente riuscita. "Provocare" (lo dice il termine) significa sfidare, aizzare qualcuno a ribellarsi. Nel caso specifico, contro un sistema che non funziona. E la provocazione di Mary sarebbe quella di accettare ed, anzi, farsi promotrice di una forma spontanea di commercializzazione del corpo femminile, annientando le battaglie e persino la vita, di chi ha dato l'anima per tentare di abbattere il concetto di donna-oggetto? E per cosa poi? Per uno scooter nuovo.

Il valore che Mary conferisce al suo corpo, vale meno di un piccolo (ed aggiungo inutile) mezzo di trasporto. Sarebbe un bel gesto, purtroppo forse non burocraticamente realizzabile, quello di impedire che una studentessa del genere consegua una laurea. Sarebbe giusto poter restituire dignità ai titoli di studi, come alla difesa di valori che personcine qualsiasi distruggono, spegnendo luci fatte risplendere da chi ha giurato di non ridurre la propria vita a qualcosa di finito, da chi volgendo lo sguardo verso ideali ben stabiliti, ha tentato di dare al mondo il meglio di sè, conferendosi un senso e lottando per una società migliore. Poi arriva una qualunque Mary con la sua scollatura che, scuotendo i suoi fianchi, con un colpo di tacco, schiaccia tutto questo, quasi compiacendosi per l'attenzione che riesce a suscitare con il suo corpo, così come riuscirebbe a fare una qualunque altra donna disposta a svendersi per uno scooter. Mary non merita la laurea, ma, magari, un bel viaggio formativo nei Paesi in difficoltà (lungo almeno un paio di mesi). Nessuna scusa: una missione umanitaria non costa. E al suo ritorno, di certo, comprenderebbe lo squallore della sua iniziativa. Lungi dall'augurarle un in bocca al lupo per la laurea, quindi, le auguro (probabilmente illudendomi), buon viaggio e...buon risveglio.

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