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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Ve lo do io il Fashion!

Opinioni

Ve lo do io il Fashion!

A cura di Valentina Rainone

Bottega Veneta a Detroit

Bottega Veneta, insieme a pochi marchi di potere, segue un calendario a sé: invece di incanalarsi nelle settimane della moda, preferisce sfilate in giro per il mondo. Il progetto di questi show itineranti, denominati Salon, attinge all'underground ed è arrivato al terzo capitolo con la collezione Primavera Estate 2022 presentata stavolta al Michigan Building Theatre di Detroit. Una città sicuramente meno scontata, dal grandissimo fascino e melting pot culturale, protagonista di tempi gloriosi e altrettanto clamorosi down. Culla dell’Art Déco, dell’architettura modernista, dell’industria automobilistica con la prima vettura lanciata da Henry Ford nel 1902 e anche della musica, grazie alla storica etichetta Motown.

Daniel Lee, direttore creativo di Bottega Veneta, ha visitato Detroit per la prima volta sei anni fa e, trovando delle sinergie con il nord industriale dell’Inghilterra – luogo dove lui è nato e cresciuto -, e rimanendo affascinato dall’innovazione tecnica e creativa, da allora ha voluto collaborare creativamente con i Detroiters. La location della sfilata è uno dei parcheggi più insoliti d’America usato dal Michigan Building. Realizzato in stile neorinascimentale nel 1926, era uno dei teatri più grandi del paese: alto 13 piani, aveva posti a sedere per più di 4.000 persone. Questa volta per l'organizzazione degli spazi, Daniel Lee ha collaborato con un negozio di dischi di Underground Music Academy, la reading room di Asmaa Walton, le opere di design di Chris Schanck e Aratani Fay, i tessuti di Substudio, gli arredi di Donut Shop, le ceramiche di Hamtramck Ceramck, sculture in rilievo di Sophie Eisner e una selezione di stampe a cura di Ruben Cardenas.

Daniel Lee ha portato in scena abiti di paillettes, look in maglieria e pantaloni cargo abbinati ad overshirt che ricordano l'abbigliamento workwear. Salon 03 è un trionfo di materiali: statico tweed, cotone, nylon riflettenti, soffici pellicce, scintillanti paillettes, jersey brillantinati, conchiglie marine metallizzate e maglieria estiva. Per l'uomo il guardaroba si struttura con parka, tute a due pezzi in knitwear e camicie in seta fluida effetto pelle. Nella nuova collezione le morbide borse di Bottega Veneta vengono realizzate con materiali tattili aggiunti a pezzi in metallo di ispirazione industriale.

Daniel Lee porta in scena una collezione che esprime un senso di individualismo e libertà. Soft & functional, come spiega lo stesso Lee: una collezione giocata sulla destrutturazione della sartorialità e la reinterpretazione di classici come il parka. Il designer sceglie filati gommosi biodegradabili, nylon riciclato, cotoni organici certificati e poliuretani water-based. Tra gli accessori spiccano le borse arricchite da dettagli metallici ripresi dal mondo industriale, insieme a modelli soffici alla vista e al tatto. Ai piedi sneaker in maglia e modelli in uno speciale tessuto spugnoso, con la tecnologia tipica delle trainer che viene applicata alle scarpe con tacchi alti. Si fanno notare i sandali con suola a punta.

Sotto il regno di Lee, Bottega ha cancellato il proprio account di Instagram, il principale veicolo di comunicazione per la moda e le celebrities; ha lanciato una nuova modalità di comunicazione attraverso un proprio trimestrale digitale ricco di star talentuose; ha rivendicato una sorta di monopolio sul colore verde lime e ha sostituito le sfilate con saloni, tenuti fino all’ultimo segreti, in cui le immagini sono strettamente sorvegliate. Daniel Lee riesce a mantenere un’assoluta discrezione e rilascia interviste con il contagocce. Alla fine, grazie a lui, Bottega Veneta è diventata un’entità misteriosa che sforna moda di culto.

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