Giovedì, 13 Maggio 2021
Ve lo do io il Fashion!

Ve lo do io il Fashion!

A cura di Valentina Rainone

Udite, udite, arriva il Fashion Renting

(Foto d'archivio: Pixabay)

Sogni un abito da urlo, ma devi fare i conti con gli spazi limitati del tuo guardaroba? Quando la pandemia finirà vuoi un abito da diva per un’occasione particolare, ma già sai che quell’abito lo indosserai una volta sola e ti pesa per questo comprarlo? Niente paura, arriva il fashion renting! In un’epoca in cui va di moda il noleggio, dalle macchine, alle moto, alle bici, ai monopattini, alle case per le vacanze, poteva mancare proprio la moda? Certo che no!

Anche la moda ha iniziato a esplorare le potenzialità del noleggio di abbigliamento e accessori, business che potrebbe arrivare a costituire circa il 10% del fatturato delle maison secondo le stime della società di consulenza Bain. Il fashion renting è un servizio in rapida ascesa grazie alle sue numerose potenzialità ancora relativamente poco esplorate, e che sommato a un 20% circa del second hand, porterebbe i modelli circolari a un totale di quasi il 30% del fatturato aziendale delle case di moda nel 2030. La diversificazione del noleggio ha l’ulteriore vantaggio di ampliare la clientela del lusso con nuovi consumatori per cui un marchio sarebbe stato altrimenti fuori portata.

Alcuni siti di Fashion Renting

I siti sono tanti! Faccio qui qualche nome. Partiamo da “Rent the Runaway”, attivo negli USA già da 10 anni, dove trovi un’ampia disponibilità di abiti firmati e di accessori. Passiamo a Ralph Lauren, che all’inizio dello scorso mese ha lanciato The Lauren Look, la prima iniziativa di apparel rental su abbonamento della griffe. La maison statunitense è quindi la prima a sperimentare un modello di noleggio, con il quale i capi saranno inoltre parte di uno speciale programma di post-utilizzo: una volta che avranno raggiunto il limite di noleggio, saranno donati all’organizzazione no-profit Delivering good. In Italia il concetto di fashion renting vive dal 2015 grazie a “DressYouCan”, startup milanese dedicata alla donna, attiva con una piattaforma online e con un flagship nel cuore di Milano.

C’è poi “DrexCode”, la piattaforma italiana specializzata nel fashion renting di abiti da cerimonia: il prezzo varia a seconda del look prescelto, ed è possibile provare i vestiti senza costi aggiuntivi. I consigli degli stylist sono inclusi e il capo può essere acquistato a un prezzo d’occasione dopo l’affitto. Sul sito “By Rotation” chiunque può aprire un profilo e affittare vestiti e accessori alle proprie condizioni (By Rotation trattiene il 15%). Tra i brand presenti anche grandi cult come Fendi e Bottega Veneta.

Su “Cocoon” noleggi borse di lusso: tramite una sottoscrizione mensile puoi noleggiare la borsa dei tuoi sogni. Al momento il servizio è disponibile solo in Inghilterra, ma niente paura! In Italia c’è “Rent Fashion Bag”: sul sito si possono noleggiare borse dei più grandi designer. I prezzi variano a seconda del pezzo, ed è possibile abbonarsi per avere uno sconto sull’affitto (per una Birkin di Hermès, prezzi a partire da 250 euro a settimana).

Come funziona il servizio

In genere per tutti i siti, il servizio di tintoria e assicurazione è incluso, alcuni siti offrono a pagamento la prova, la maggior parte offre anche consulenze gratuite inerenti allo styling e alla scelta dei capi. Insieme alla merce vengono recapitate anche tutte le istruzioni per la sua restituzione. La maggior parte impone un minimo di quattro giorni per il capo noleggiato. Chi offre il servizio in modalità privata, spesso permette anche ai clienti di acquistare gli abiti dopo il noleggio a prezzi d’occasione. Tra i brand che si affacciano oggi al noleggio è popolare la modalità in abbonamento: i clienti pagano un importo fisso al mese, e possono noleggiare nello stesso periodo un numero fisso di capi.

Noleggiare abiti, anziché comprarli, è anche una scelta green: secondo Greenpeace infatti, la produzione globale di abbigliamento è raddoppiata negli ultimi 15 anni, e tanto di tutto questo finisce in discarica, per cui, cosa aspettate? Viva il fashion renting, che da una mano anche al pianeta!

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