Venerdì, 7 Maggio 2021
Ve lo do io il Fashion!

Ve lo do io il Fashion!

A cura di Valentina Rainone

"Sì, io, Valentina Rainone, 43 anni, Direttore in un noto gruppo di moda, dopo una laurea in Economia alla Luiss Guido Carli e un executive MBA al Politecnico di Milano, da tanti anni lavoro nelle più importanti aziende multinazionali di questo settore, viaggiando dal super lusso allo sporting goods. Perché ve lo do io? Ma perché sono una donna! E come tutte noi, attente a quello che ci mettiamo ogni giorno! Perché la moda per noi è felicità e desiderio, la massima espressione di noi stesse ogni mattina quando ci alziamo, quando lavoriamo, quando scegliamo i vestiti per i nostri figli e anche quando andiamo a fare sport! E allora leggete e siate felici!"

Grassa è felicità

(Foto d'archivio)

Un ricordo indelebile della mia infanzia: un pupazzo a casa di una mia cara zia, su cui era scritto “grassa è felicità”. Qualche amico o amica ironicamente glielo aveva regalato, perché lei era invece magra, ma non anoressica. Il tormentone di qualsiasi donna in qualsiasi età è sempre stato il peso. Siamo nate e la società ci ha inculcato questa ossessione. E la moda dei decenni scorsi non ci ha certo aiutato a affrancarci da questo!

Modelle anoressiche, o comunque di una magrezza non normale, ci imponevano un canone di bellezza niente affatto bello. Molte sono state le prese di posizione contro le taglie inumane delle indossatrici, talvolta si è visto sfiorare il limite del possibile, arrivando anche a taglie ultra small: 36 e 34. Un palcoscenico da far venire i brividi, per il dolore e la sofferenza che inesorabilmente raggiunge la passerella: visi scavatissimi, sguardi imbronciati, e gambe filiformi come grissini.

Ora il pupazzo di mia zia esagerava: grassa non è felicità, perché il peso eccessivo, come l’anoressia, comporta malattie. La moda deve semplicemente rappresentare un esempio di vita giusto, sano, non malato, né in un eccesso né in un altro. L’importante è preservare il peso da problemi di salute. Forse oggi il fashion system comincia a capirlo, con il trend curvy.

Negli Usa, il plus-size vola verso i 46 miliardi $ e la moda curvy guadagna terreno. Uno studio realizzato dal portale data e marketing Statista evidenzia come il segmento plus size sia destinato a un vero e proprio boom. Negli Stati Uniti un caso su otto delle offerte moda online è dedicato alle taglie plus size; il 25,8% degli utenti in cerca di abbigliamento opta per capi di taglie oltre la media. Negli ultimi anni, inoltre, ai brand specializzati si sono aggiunte le linee specifiche pensate dai grandi colossi del settore come H&M, Mango e Asos. Il department store Jc Penny offre una linea di abiti e capi in denim. Nel 2018 il 37% dei modelli di vestiti dei Jc Penny era realizzato anche in taglie over. Il lusso non sta a guardare, le recenti fashion week hanno visto un proliferare di modelle curvy anche sulle passerelle di griffe quali Fendi, Etro e Versace. Dolce & gabbana e Levis hanno sviluppato linee curvy. Brand come Elena Mirò, Marina Rinaldi hanno realizzato capsule speciali con rinomati designer. Lena Dunham, attrice, regista e produttrice newyorkese, vincitrice di un Golden Globe, ha lanciato una linea di abbigliamento plus-size. Sempre più spesso, modelle curvy come Ashley Graham e Precious Lee sono il volto di campagne pubblicitarie e protagoniste delle riviste patinate. Nuovi modelli ed esempi di bellezza, nuovi messaggi sulla moda inclusiva stanno dunque ridefinendo i canoni dell’Olimpo delle Top Model. Come dicevano i nostri saggi antenati: in medio stat virtus. Ci auguriamo che la moda dia questo come messaggio.

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