Giovedì, 21 Gennaio 2021
Vincenzo Vespri

Vincenzo Vespri

A cura di vincenzo-vespri

Perché questo 2020 sembra una fine del mondo

In questi giorni stiamo assistendo a convulsi ed angosciosi momenti che riguardano il mondo occidentale: le elezioni in US, la gestione angosciosa ed angosciante della pandemia e gli attacchi islamici in Francia e Austria. Sembrano avvenimenti fra loro scorrelati ma io credo invece che rappresentino un fil rouge che collega gli ultimi sussulti di un mondo occidentale in agonia. Questi momenti non l’avremmo mai vissuti se avessimo ancora o un minimo di fiducia nelle istituzioni o valori forti che ci caratterizzassero come Occidente.

Negli Stati Uniti abbiamo assistito ad uno spettacolo folle. Un Presidente degli USA in carica che accusa il sistema di brogli. Ma non solo, la cosa più assurda è che è pure credibile. Se sono vere le cose che ha detto, ci sono stati brogli e manipolazioni. Se confermate, siamo in una trama di B-movie. Con un terribile ed inaspettato rovesciamento di prospettiva. Infatti, con un colpo di scena molto scenografico, appare che la spectre non è più repubblicana (come almeno io pensavo) ma democratica. Prima abbiamo assistito ad una campagna mediatica di disinformazione dove sembrava che l’80% degli americani fosse contro Trump, poi adesso appaiono voti che spuntano dal nulla e con percentuali più che bulgare a favore di Biden, percentuali inconcepibili anche per il senso comune. Più che il conteggio di voti elettorali sembra un attacco sybil tipico di quando si è inondati di spam, tipo l’agente Smith di Matrix 2 che si replica all’infinito. Un deep state emerge dall’ombra, diventa visibile e getta ombre inquietanti (oltre che complottistiche) su tanti avvenimenti di politica estera: le primavere arabe, la guerra in Siria, la rivoluzione ucraina. Ma rispetto al B-movie, qui non abbiamo la trama in cui l’eroe senza macchia e senza paura lotta contro il male.  L’avversario di questo deep state non è l’eroe hollywoodiano, ma è Trump, probabilmente l’altra faccia del male non del bene.  Ovunque si casca, si cascherà male. Inoltre comunque la situazione vada, sia che le accuse di Trump siano provate o meno, ci sarà la metà degli americani convinta che il Presidente che li governa non è legittimato dal voto popolare. Il discorso che ha fatto Biden alla nazione rivela che anche lui è unfit: infatti non ha afferrato il nocciolo della questione ossia che in questa situazione lui non sarà il Presidente di tutti come, d’altro canto, non lo era stato e non lo sarebbe stato Trump. Quando Obama sconfisse Mc Cain, Mc Cain riconobbe Obama come suo Presidente. Né Biden, né Trump riconosceranno l’altro come proprio Presidente. L’agonia dell’impero americano è probabilmente irrimediabilmente iniziata.

In piccolo si sta ripetendo la medesima situazione in Italia. Ieri sono stati assegnati i “colori” alle regioni italiane. Il risultato è stato decisamente sorprendente ed inaspettato.  L’impressione epidermica è che la suddivisione fatta non si basi su situazioni reali ma su considerazioni politiche. Sono state scelte 4 regioni molto deboli politicamente da mandare nel girone dei dannati. La Lombardia e il Piemonte pagano il duro prezzo di essere governati da personaggi politici come Fontana (che molti ritengono assolutamente inadeguato al ruolo che ricopre) e Cirio (completamente invisibile). Però non potevano essere solo quelle due le regioni quelle rosse e così ci hanno aggiunto la Valle d’Aosta (molto piccola e quindi con poco peso politico) e una regione come la Calabria, molto indebolita politicamente per la morte della Governatrice, la Santelli.  Arancioni sono misteriosamente due grandi regioni come Sicilia e Puglia, che almeno come dati di contagiati e di morti sembrerebbero stare molto meglio ad esempio di Campania e Lazio che sono invece gialle. Non sarebbe il caso di spiegare ai cittadini delle regioni rosse ed arancioni quali siano i 21 indicatori presi in considerazione dal Governo e sulla base di quale algoritmo e di quale ragionamento sia stata presa questa decisione di costringerli a un lockdown duro? Occorrerebbe avere il coraggio di essere trasparenti. Altrimenti qui stiamo riproducendo la stessa situazione che si sta creando in US: un distacco sempre più grande fra cittadini e politica. Il cittadino non si fida più di chi lo governa. La narrazione mediatica attuale ricorda sempre più quella degli ultimi giorni di Bagdad con le cronache di guerra assolutamente inventate di Muhammad Sa’id al-Sahhaf. Probabilmente e paradossalmente, la descrizione più veritiera dell’Italia attuale si trova su Lercio: “Chiuse tutte le scuole superiori, agli studenti è consentito un ultimo giorno di scuola, su insistenza della Ministra Azzolina, per portarsi a casa il banco con le rotelle (varrà come bonus mobilità. Per disincentivare l’apprendimento degli studenti più volenterosi, resteranno chiusi pure i musei. Prevista la serrata di bar, ristoranti e palestre; per coloro che avevano investito per adeguarsi alle misure contenute nei precedenti DPCM, il futuro decreto Ristori provvederà anche un bonus vasellina. Per le palestre, inoltre, gli utenti potranno continuare a pagare gli abbonamenti annuali senza andarci mai.”

La situazione in Europa è perfino peggiore che in Italia o in US. Stiamo pagando le conseguenze di una politica estera disastrosa della premiata ditta Hillary Clinton-Sarkozy. La destabilizzazione dei paesi del Nord Africa e la caduta dei dittatori più o meno amici dell’Occidente, è stata una grande opportunità per Erdogan per ampliare la sua area d’influenza. Quando Macron ha cercato di frenare la politica aggressiva turca di controllo del mediterraneo orientale, il richiamo ai valori fondanti dell’Islam di Erdogan è stato accompagnato da una contemporanea ondata terroristica che si è abbattuta su Francia ed Austria. L’Europa, sempre più debole, sempre più vile e sempre più inutile, ha reagito solo con comunicati e con parole vuote a cui non crede più nessuno, tipo occorre reagire con l’amore alla violenza. Parole al vento, discussioni inutili. Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur. Ormai, nel mondo, siamo visti come perdenti, noi, la nostra cultura, i nostri valori e la nostra religione.  La crisi etica e di valori dell’Occidente ha relegato Francia e Germania a potenze di serie B, sicuramente di rango inferiore alla Turchia che ormai tiene tutta l’Europa per le palle. Siamo nella situazione che l’ultimo ed unico vero leader dell’Occidente è ormai Putin…

Le elezioni americane, l’incapacità di rispondere con i nostri valori e con la nostra storia alla sfida lanciataci da altre culture molto più aggressive della nostra, l’incapacità di operare in modo trasparente ed efficace per contrastare la diffusione del contagio, sono tutte le conseguenze di un unico fatto: la crisi probabilmente definitiva dell’Occidente nel suo complesso. Non è una crisi economica. O quanto meno non solo. Sono in crisi, contemporaneamente, i modelli politici ed i valori etici e religiosi dell’Occidente. Rischiamo di diventare una terra di conquista esattamente come lo era diventato l’Impero Romano negli ultimi decenni della sua vita. 

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