Sabato, 27 Febbraio 2021
Vincenzo Vespri

Vincenzo Vespri

A cura di vincenzo-vespri

Perché conosciamo almeno una persona scomparsa a causa di Covid-19?

Foto: Ansa (repertorio)

La seconda ondata del contagio ci sta angosciando molto di più della prima. Allora mostravamo il nostro coraggio cantando dai balconi ed urlando che sarebbe andato tutto bene. Adesso abbiamo tutti paura. Non crediamo più a nessuno. Ci dicono che il contagio sta finendo ma ieri abbiamo avuto ben 850 morti. Inoltre mentre la prima ondata era stata sostanzialmente circoscritta a quattro provincie lombarde, adesso la seconda è diffusa su tutto il territorio nazionale. Ognuno di noi conosceva personalmente alcuni che sono stati contagiati e che non sono sopravvissuti. Non ci sentiamo per nulla sicuri, ci martella il pensiero che il Covid potrebbe colpire anche noi o i nostri genitori…

Ma questo stato di angoscia è razionalmente motivato? I numeri ci possono portare conforto e tranquillizzarci, per quanto possa essere possibile ciò? Per fortuna, almeno in parte, si.

La prima osservazione da fare è che la curva dei decessi ha un ritardo rispetto alla curva dei contagiati. Non è che uno muoia appena viene contagiato. Generalmente il decesso avviene solo una decina di giorni dopo. Quindi il fatto che la curva dei decessi sia ancora in decisa salita dice solo una cosa che già sapevamo: una decina di giorni fa la curva dei contagi era ancora in salita e non si apprestava ad invertire la sua corsa come dovrebbe fare adesso. I morti di ieri ci fanno vedere il passato cupo che abbiamo, per fortuna, già superato. In un futuro molto prossimo, si spera, i decessi dovrebbero diminuire.

La seconda osservazione è che abbiamo avuto nella seconda ondata circa 17 mila morti. Quindi “solo” un morto ogni 4000 abitanti. Ma allora perché conosciamo, più o meno tutti, almeno una delle persone scomparse a causa del covid? Facciamo un conto. Quante persone fanno parte del nostro giro? Dobbiamo considerare parenti, amici, colleghi di lavoro, vicini di casa, etc. Probabilmente fra le 300 e le 500 persone. Un numero molto basso rispetto al tasso di mortalità di 1/4000. E allora come si spiega che, più o meno tutti, conosciamo personalmente malati che sono deceduti? A mio parere la ragione è che consideriamo “conoscenti” anche gli amici degli amici. Ossia consideriamo conoscenti a noi prossimi anche gli amici dei nostri conoscenti più diretti. Ora questo è un passaggio esponenziale… Ognuno dei 300 conoscenti ne porta altri 300. Quelli che conosciamo quindi diventano 300 al quadrato, ossia 90000. A livello prudenziale riduciamo di 10 questo numero per le numerosissime sovrapposizioni (quasi tutti gli amici dei nostri amici sono anche amici nostri o amici di atri amici) ed anche così fanno 9000. Più del doppio dei 4000 dell’indice di mortalità. Per capire meglio questo fenomeno facciamo questo esperimento mentale. Consideriamo nostro conoscente chiunque noi gli abbiamo stretto la mano. Indichiamo queste persone come conoscenze di primo livello.  Consideriamo conoscenza di secondo livello quelli che non sono nostre conoscenze di primo livello ma che hanno stretto la mano ad un nostro conoscente di primo livello. La cosa incredibile è che quasi tutta l’umanità è almeno nostro conoscente di sesto livello.

Da bravi matematici, dimostriamo questa ultima affermazione. Quasi ognuno di noi ha stretto la mano a qualcuno che ha stretto la mano al Papa o al Presidente della Repubblica (che sono quindi nostri conoscenti di secondo livello). A sua volta il Papa ha stretto la mano a tutti cardinali e a vari capi di stato (che diventano tutti conoscenti di terzo livello). I cardinali avranno stretto la mano a tutti i preti e a tutte le suore del mondo (quarto livello) e al quinto livello becchiamo tutti i cattolici praticanti… Ma il Papa ha stretto la mano anche ai primati ortodossi, agli iman, al Dalai Lama (che diventano tutti nostri conoscenti di terzo livello) etc etc… E’ incredibile come tutta l’umanità sia distante solo sei strette di mani. E’ vero ma non ci rendiamo conto che fra noi e il migrante che sta scappando dalla miseria ci sono solo sei strette di mano. Gli amici degli amici sono decisamente di più di quelli che noi crediamo e quindi non dobbiamo spaventarci se nel nostro giro allargato ci siano stati un paio di decessi. Siamo semplicemente nella norma. Non siamo stati particolarmente sfortunati e neanche vuol dire che il virus ci stia braccando. Inoltre non dobbiamo spaventarci neanche se, nel corso della seconda ondata, fra i nostri conoscenti aumenterà il numero dei decessi. Purtroppo questa seconda ondata non finirà prima di gennaio, i morti quanto meno raddoppieranno e l’indice di fatalità crescerà fino a superare la soglia di un morto ogni 1500 abitanti. Dobbiamo rassegnarci: non possiamo proprio farci nulla. Non serve a nulla essere terrorizzati. Possiamo solo cercare di stare guardinghi per riguardare la nostra salute e quindi anche quella dei nostri cari.

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