Lunedì, 8 Marzo 2021
Vincenzo Vespri

Vincenzo Vespri

A cura di vincenzo-vespri

Coronavirus: come sarà la terza ondata (e quali regioni colpirà)

In Matematica, la diffusione lineare è descritta dall’equazione del calore di Fourier e quella non-lineare degenere dell’equazione dei mezzi porosi. Entrambe le equazioni sono state ampiamente studiate e il risultato finale per entrambe (in termini matematici si dice limite asintotico) è una diffusione uniforme, ossia l’oggetto della diffusione è alla fine uniformemente distribuita sul territorio. Inoltre nel caso di diffusione non-lineare degenere si ha anche una velocità finita di propagazione con fronti di onda (in termini matematici si chiamano  frontiere libere). Il contagio segue leggi di diffusione non-lineare e quindi a meno di fattori esogeni (ad esempio una campagna di vaccinazione di massa) non potrà che avere l’andamento precedentemente descritto.  Ossia senza vaccinazioni avremmo una serie di ondate che pian piano invaderanno tutto il territorio nazionale rendendo uniforme l’indice di mortalità. 

Proviamo adesso a mettere le informazioni a nostra disposizione nel contesto diffusivo. Ragionando sugli unici dati certi, ossia il numero di morti per abitanti (preso dalla mappa del lab del sole24ore) e non considerando il caso della Valle d’Aosta (troppo piccola per essere significativa da un punto di vista dei grandi numeri), si vede chiaramente che finora il contagio ha avuto come epicentro la Lombardia (con una mortalità di circa il 2.5 per mille). Si è diffuso da lì nelle altre regioni del nord (Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e Trentino-Alto Agide) con una mortalità che va dall’1.5 all’1.8 per mille). Il Veneto (con una mortalità dell’1,2 per mille) si è difeso molto bene fino ad adesso essendo la regione del Nord con minor numero di morti per abitanti pur essendo tutta circondata da regioni con maggiore incidenza di morti. Perfino il Friuli-Venezia Giulia (mortalità dell’1.3 per mille) ha un numero di morti in percentuale più alto del Veneto. Il fronte d’onda della diffusione della malattia sta passando per Toscana, Marche ed Abruzzo (con una mortalità che va dallo 0.9 all’1 per mille). Il resto d’Italia ha finora sperimentato una mortalità decisamente contenuta e in linea con i paesi più virtuosi europei.

Che previsioni fare? Considerando: 

  • che fino a giugno si potranno vaccinare solo 4-5 milioni d’Italiani, 
  • che il virus si diffonde meglio in ambienti chiusi e quindi quando il freddo e il gelo di gennaio-febbraio costringeranno tutti gli Italiani a stare al coperto, 
  • che non è plausibile un altro periodo di lockdown duro perché i danni sopportati dall’economia sono già enormi adesso, 
  • che le scuole non potranno rimanere chiuse in eterno anche perché non ci siamo strutturati e preparati per sostituire efficacemente la didattica in presenza con la didattica a distanza,

è ragionevole assumere che la terza ondata sarà inevitabile e che colpirà l’Italia fra febbraio e marzo. Se si presume che il livello di immunità di gregge si raggiunga con una mortalità pari al 3 per mille e che il contagio tenda a diffondersi prima nelle regioni limitrofe a quelle più colpite, è ragionevole supporre che la terza ondata 

  • dovrebbe essere abbastanza contenuta in Lombardia (ormai vicina alla soglia d’immunità); 
  • dovrebbe essere abbastanza forte (ma non violentissima) nel resto delle regioni del nord-ovest e in Emilia Romagna;
  • potrebbe raggiungere livelli di alta criticità nel Veneto e nel Friuli nonostante l’indubbia capacità finora dimostrata dai due governatori come dimostrato dai dati sulla mortalità; 
  • potrebbero essere colpite in pieno le regioni dove attualmente passa il fronte d’onda; 
  • potrebbe estendere il contagio al Sud colpendo regioni quali Umbria, Lazio, Campania e Puglia.

Ma rispetto alle precedenti due ondate questa volta abbiamo in mano un’arma in più.  Possiamo difenderci non solo con un lock down generalizzato e con forti limitazioni della libertà personale ma anche con una campagna vaccinale oculata e ben mirata. E’ vitale infatti impedire che il sistema sanitario vada in affanno e sostanzialmente, come adesso, vengano di fatto sospese le attività di prevenzione. Quindi oltre che vaccinare il prima possibile le fasce più fragili (ossia i molto anziani o con patologie) al fine di ridurre il tributo di vittime sarebbe auspicabile concentrare la vaccinazione di massa nelle regioni o che potrebbero essere colpite di più tipo Veneto o quelle dove sta passando il fronte d’onda. Sarebbe saggio agire come si sarebbe dovuto agire per bloccare la diffusione della xylella fastidiosa in Puglia, ossia creare una fascia di protezione che il virus non possa oltrepassare. Tanto facilmente Con il vantaggio che, mentre con la xylella sarebbe stato necessario abbattere una striscia di un paio di km di olivi secolari, probabilmente per fermare il covid potrebbe bastare vaccinare una fascia di popolazione di una 10 di km di larghezza. Naturalmente, al fine di implementare questa strategia, sarebbe necessario anche individuare e vaccinare il prima possibile i super-diffusori ossia le persone che, per stile di vita, sono quelle con maggiore potenzialità di contagiare gli altri.

Sono convinto, che, se non ci faremo prendere dal panico e sapremo fare le scelte giuste, dovremmo essere in grado di contenere la terza ondata, con la consapevolezza che, grazie ai vaccini, non ci sarà una quarta ondata.  L’incubo è finito. Alleluja!!!

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